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Note di produzione di "Il Pittore dei Due Mondi"


Note di produzione di
L’intento del documentario è di approfondire e far conoscere il percorso artistico di Luca Alinari, svelandone anche il mondo interiore. La produzione di Alinari è ricca di sperimentazioni di stili, linguaggi e generi. Inizialmente le sue prime opere, realizzate negli anni Settanta, sono legate alla Pop Art italiana con protagonisti inanimati, mentre negli anni successivi la sua produzione spazia nelle figure umane cariche di simbolismo e di accenni spirituali e filosofici. Parallelamente, l’artista crea paesaggi onirici che trasportano lo spettatore in un mondo caratterizzato da horror vacui legati ai paesaggi toscani che il maestro ammirava ogni giorno. Verso la fine della vita, invece, dopo un accurato e continuativo studio sullo spessore artistico e i contenuti dei capolavori d’arte di tutti i tempi, Alinari decide sempre più spesso di votarsi alla pittura astratta. I risultati di queste sperimentazioni, spesso contrastanti fra di loro, sono fondamentali non soltanto per valorizzare la sua produzione, ma anche per capire più approfonditamente i suoi rovelli esistenziali e la maturazione morale e spirituale in divenire. Il documentario si apre con un video dell’archivio Alinari in cui si vede la mano dell’artista nel momento della creazione di un’opera. Successivamente, si vedono altre scene del repertorio della sua Video Art in cui appare lui stesso.
I video originali creati dal pittore vengono accompagnati dalla sua voce che ci prende per mano e ci accompagna all'interno delle sue riflessioni poetiche sull’arte e la vita. La voce di Luca e i suoi video introducono il documentario e poi ritornano spesso a intervallare tutto il film, intrecciandosi con le voci di amici, familiari, storici dell’arte e personaggi illustri.