I viaggi di Roby
locandina di "Il Divo"

Cast

Interpreti:
Toni Servillo (Giulio Andreotti)
Anna Bonaiuto (Livia Andreotti)
Piera Degli Esposti (Signora Enea, Segretaria di Giulio Andreotti)
Paolo Graziosi (Aldo Moro)
Giulio Bosetti (Eugenio Scalfari)
Flavio Bucci (Franco Evangelisti)
Carlo Buccirosso (Paolo Cirino Pomicino)
Giorgio Colangeli (Salvo Lima)
Alberto Cracco (Don Mario)
Lorenzo Gioielli (Mino Pecorelli)
Gianfelice Imparato (Vincenzo Scotti)
Massimo Popolizio (Vittorio Sbardella)
Aldo Ralli (Giuseppe Ciarrapico)
Giovanni Vettorazzo (Magistrato Scarpinato)
Cristina Serafini (Caterina Stagno, Giornalista)
Gennaro D'Aria

Sceneggiatura:
Paolo Sorrentino

Musiche:
Teho Teardo

Montaggio:
Cristiano Travaglioli

Costumi:
Daniela Ciancio

Scenografia:
Lino Fiorito

Effetti:
Leonardo Cruciano

Fotografia:
Luca Bigazzi

Suono:
Emanuele Cecere
Silvia Moraes
Angelo Raguseo

Casting:
Annamaria Sambucco

Aiuto regista:
Davide Bertoni

Produttore:
Andrea Occhipinti
Francesca Cima
Nicola Giuliano
Fabio Conversi
Maurizio Coppolecchia

Assistente alla Regia:
Andrea Lodovichetti

Make-Up:
Aldo Signoretti

Makeup:
Vittorio Sodano

Il Divo


Regia: Paolo Sorrentino
Anno di produzione: 2008
Durata: 110'
Tipologia: lungometraggio
Genere: drammatico/politico/sociale
Paese: Italia/Francia
Produzione: Indigo Film, Lucky Red, Parco Film, Babe Films; in collaborazione con Sky Cinema
Distributore: Lucky Red
Data di uscita: 28/05/2008
Formato di ripresa: 35mm
Formato di proiezione: 35mm, colore
Ufficio Stampa: Lucky Red Ufficio Stampa
Vendite Estere: Beta Film GmbH
Titolo originale: Il Divo
Altri titoli: Il Divo: La Straordinaria Vita di Giulio Andreotti - The Deity - Client - Boski - I Synarpastiki Zoi Tou Giulio Andreotti - Италија, Француска

Sinossi: A Roma, all’alba, quando tutti dormono, c’è un uomo che non dorme.
Quell’uomo si chiama Giulio Andreotti.
Non dorme perché deve lavorare, scrivere libri, fare vita mondana e, in ultima analisi, pregare.
Pacato, sornione, imperscrutabile, Andreotti è il potere in Italia da quattro decenni.
Agli inizi degli anni novanta, senza arroganza e senza umiltà, immobile e sussurrante, ambiguo e rassicurante, avanza inarrestabile verso il settimo mandato come Presidente del Consiglio.
Alla soglia dei settant’anni, Andreotti è un gerontocrate che, equipaggiato come Dio, non teme nessuno e non sa cosa sia il timore reverenziale. Abituato com’è a vedere questo timore dipinto sul viso di tutti i suoi interlocutori. La sua contentezza è asciutta ed impalpabile. La sua contentezza è il potere. Col quale vive in simbiosi. Un potere come piace a lui, fermo ed immutabile da sempre. Dove tutto, battaglie elettorali, stragi terroristiche, accuse infamanti, gli scivola addosso negli anni senza lasciare traccia. Lui resta insensibile ed uguale a se stesso di fronte a tutto.
Fino a quando il contropotere più forte di questo paese, la Mafia, decide di dichiarargli guerra.
Allora le cose cambiano. Anche, forse, per l’inossidabile, enigmatico Andreotti.
Ma, questa è la domanda, cambiano le cose oppure è un’apparenza?
Una cosa è certa: è difficile scalfire Andreotti, l’uomo che, più di tutti noi altri, sa come si sta al mondo.

Sito Web: http://www.luckyred.it/ildivo

Ambientazione: Roma / Torino / Napoli / Palermo

Budget: 5.700.000 euro

"Il Divo" è stato sostenuto da:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC): 1.700.000 euro (delibera 14 maggio 2007 - sezione interesse culturale lungometraggi)
Eurimages
Film Commission Torino Piemonte
Regione Campania (Assessorato al Turismo ed ai Beni Culturali)
CNC - Centre National de la Cinématographie
Film Commission Regione Campania


Libro sul film "Il Divo":
"In Nome della Legge - La Giustizia nel Cinema Italiano"
di Guido Vitiello, 177 pp, collana Cinema, 2013
Enzo Tortora suggerì per scherzo di proibire, in Italia, i telefilm di Perry Mason, perché lo spettatore rischiava di farsi un'idea del tutto irreale della giustizia. La battuta coglieva un aspetto decisivo: il processo americano si presta assai meglio del nostro alla messinscena cinematografica, tanto da aver dato vita a generi giudiziari come il courtroom drama e il legal thriller. E in Italia? Che caratteristiche ha il nostro cinema giudiziario? In che modo ha fatto i conti con le evoluzioni del rito processuale, della figura pubblica del magistrato, dei rapporti tra giustizia e società? Com'è cambiata la rappresentazione del mondo della legge e dei suoi protagonisti - giudici, avvocati, imputati? A vent'anni da Mani Pulite, il libro tenta di rispondere a queste domande. I saggi qui raccolti indagano generi e stagioni del nostro cinema (la commedia, il cinema politico, il poliziottesco), autori cruciali come Damiano Damiani, eroi del nostro immaginario come il giudice antimafia, senza trascurare la fiction televisiva, i formati giornalistici di spettacolarizzazione della cronaca nera, le metamorfosi della letteratura giudiziaria.
prezzo di copertina: 16,00

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