Le Cose Belle


Regia: Agostino Ferrente, Giovanni Piperno
Anno di produzione: 2013
Durata: 88'
Tipologia: documentario
Genere: sociale
Paese: Italia
Produzione: Pirata M.C, Parallelo 41, Point Films; in collaborazione con Bianca Film, Ipotesi Cinema
Distributore: Cinecittà Luce
Data di uscita: 26/06/2014
Formato di ripresa: HD, DV Cam e Super 8
Post Produzione: Video: "Point Film - Magui Studio-Boomerang" Audio: "Rec & Play"
Formato di proiezione: DCP, colore
Ufficio Stampa: Gabriele Barcaro / Ufficio Stampa Cinecittà Luce
Titolo originale: Le Cose Belle
Altri titoli: The Good Things - All The Best

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Sinossi: Si dice che il tempo aggiusta tutto… Ma chissà se il tempo esiste davvero? Forse il tempo è solo una credenza popolare, una superstizione, una scaramanzia, un trucco, una canzone. Il tempo si passa a immaginare, ad aspettare, e poi, all'improvviso, a ricordare. Ma allora, le cose belle arriveranno? O le cose belle erano prima?
Quattro vite a confronto nella Napoli piena di speranza del 1999 ed in quella paralizzata di oggi. La fatica di diventare adulti attraverso gli occhi di quattro ragazzi napoletani: Fabio ed Enzo, due maschietti dodicenni ancora bambini, e Adele e Silvana, due signorinelle quattordicenni. Quattro sguardi pieni di tristezza, ironia, ingenuità, fragilità, cinismo, paura e bellezza.

Ma già allora, nel ’99, quando realizzammo “Intervista a mia madre” un documentario per Rai Tre che voleva raccontare dei frammenti di adolescenza a Napoli, ai nostri quattro protagonisti chiedemmo come si immaginavano il loro futuro: ci risposero con gli occhi pieni di quella luce speciale che solo a quell’età possiede chi ancora sogna “le cose belle” e con quell’auto-ironia tipica della loro cultura che li aiuta a sdrammatizzare, esorcizzare e, spesso, rimuovere gli aspetti problematici della loro vita, rinviandoli ad un futuro che, in quanto astratto, dovrà, per sua natura, essere migliore. Ma al tempo stesso, da quegli occhi, traspariva una traccia di scaramantico disincanto. Forse perché la catastrofe, sempre in agguato nella loro città, è una minaccia nonché un alibi che rende le vite dei napoletani immobili, e loro lo sapevano, per istinto e per educazione.

Dieci anni e tre sindaci dopo, passando dal “rinascimento culturale” che attirava artisti da tutto il mondo, alla Gomorra raccontata da Saviano e Grarrone, siamo tornati a filmarli, inseguendoli per un arco di tre anni: nel 2012, l’auto-ironia ha ceduto il posto al realismo, e alle “cose belle”, Fabio, Enzo, Adele e Silvana non credono più. Forse ai loro occhi sembrano già passate. O forse le cose belle non vanno cercate né nel futuro e né nel passato, ma in quel presente vissuto con la straziante bellezza dell’attesa, dell’incerto vivere alla giornata, della lotta per una esistenza, o sarebbe meglio dire, “resistenza”, dignitosa: nuotando talvolta controcorrente e talvolta lasciandosi trasportare.

Sito Web: http://www.lecosebelle.eu

Ambientazione: Napoli

"Le Cose Belle" è stato sostenuto da:
Pasta Garofalo
Regione Campania (Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali)


Libro sul film "Le Cose Belle":
"Parlami delle cose belle – Storie di fiori tra le rovine"
di Christian Raimo, 2016
Sedici autori che hanno amato il film ci raccontano Le cose belle: Cosimo Calamini, Lorenzo Pavolini, Elena Stancanelli, Federico Vacalebre, Diego De Silva, Stefano Bises, AntonellaGaeta, Maurizio Braucci, Massimiliano Virgilio, Daniela,Mazzoli, Giacomo Manconi, Paolo Vanacore, Giuseppe Sansonna, Marco Bertozzi, Antonio Pascale, Camilla Ruggiero.


Note:
Distribuzione a cura di Cinecittà Luce e Ipotesi Cinema
Una precedente versione, del 2012, ha partecipato a diversi festival.


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