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BFM35 - Raccontare l'Islam. Due storie


BFM35 - Raccontare l'Islam. Due storie
Bruder Jacob
Quest'anno al Bergamo Film Meeting il mondo arabo e/o l'Islam sono stati narrati da due documentari stimolati da legami familiari. Entrambi i registi, rispettivamente figlio e fratello dei protagonisti, grazie all'intimità di questi rapporti indagano a fondo tra sentimenti, valori e necessità interiori. Una specie di operazione a cuore aperto ...

Bezness as Usal è un perfetto collage di incastri e scatole cinesi che non perde mai il filo narrativo grazie a un'ottima scrittura. Alex Pistra, regista olandese, ricostruisce la storia della sua famiglia, il rapporto con suo padre (tunisino che esce dalla sua vita quando era piccolo) e tenta di riallacciare i legami tra parenti sparsi in Europa. Lo fa usando un ricco bagaglio di filmati di famiglia che a partire dalla Tunisia degli anni '70 attraversa la sua infanzia e adolescenza.
Ma il film ha molte facce e se al centro resta sempre il viaggio di scoperta di un figlio (e di una figlia, quando ad Alex si unisce la sorellastra svizzera) verso il padre, a un certo punto l'obiettivo si allarga mettendo a fuoco una generale realtà socio-economica del passato che sorprende: le famiglie tunisine di Sousse, località turistica tunisina, negli anni '70 e '80 si sostenevano grazie al business (bezness) dei gigolò, due dei quali sono stati il papà e lo zio di Alex.
Aiutando tutte le persone coinvolte a mettersi in gioco, il regista scopre gradualmente e con maestria molti strati di conoscenza, arrivando infine ad una visione consapevole (e quindi accettazione) della sostanza.

Il secondo documentario, Bruder Jakob, sposta l'attenzione in Europa, precisamente in Germania, ed è un lavoro di avvicinamento (quasi accerchiamento) molto sottile che giunge, in conclusione, ad utilizzare con maestria una sorta di metodo socratico.
Il regista, Elí Roland Sachs, avvicina la camera a suo fratello Jakob dopo la sua conversione all'Islam. Anche in questo caso ci si accosta con gradualità al soggetto a cui si dà voce e si capisce molto presto la sua necessità di raccontare ('spiegare') la sua posizione.
L'amore fraterno è un perfetto (e innocuo) grimaldello per schiudere l'eventuale ritrosia di Jakob e l'onesto desiderio di andare verso l'altro di Elí raggiunge dei risultati inaspettati.
Jakob è un giovane in cerca di certezze dopo aver frequentato il dubbio, e le trova in Dio. Prima in uno specifico poi in uno più personale di cui vuole innamorarsi. Elì evidenzia le contraddizioni del fratello con delicatezza.

Le differenze? Alex parte dalla descrizione di una figura paterna simpatica e quasi commovente per destrutturarla e lasciarci, alla fine, con un'immagine di padre manipolatore e un po' egoista; Elì inizia con interviste agli amici del fratello che descrivono una figura ormai persa e poco raccomandabile per concludere con un Jakob che è fratello di tutti noi.

19/03/2017, 23:11

Sara Galignano