Cine Contest
I viaggi di Roby
Luigi Monaldo Faccini

18/11/1939
Lerici (SP), Italia

Luigi Monaldo Faccini


Filmografia dal 2000:
2016 » doc Diaspora, ogni fine è un inizio: regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia, produttore
2015 » doc Tracce d'Amore: regia, soggetto, produttore
2012 » doc Morando's Music: regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia, suono
2012 » doc Parole in Gioco: regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia
2011 » doc Fiore Pungente: regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia, suono
2011 » doc Rudolf Jacobs, l'Uomo che Nacque Morendo: regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia, suono, produttore
2009 » doc Storia di una Donna Amata e di un Assassino Gentile: regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia, suono
2003 » doc Andrea, Dicci Chi Sei: regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio, suono (Missaggio)
2000 » doc Sguardi: regia, soggetto, sceneggiatura, suono

Biografia:
Luigi Faccini nasce a Lerici. Condotto a Roma, bambino, si forma in questa città, laureandosi in economia e commercio. Si accosta al cinema come critico e scrive per Filmcritica e Nuovi Argomenti. Fonda Cinema&Film, con Aprà, Ponzi, Anchisi, Albano, Martelli, Rispoli e Roncoroni, rivista che, nel 1966, introduce in Italia la semiologia e lo strutturalismo applicati allo studio del film. Pubblicata da Garzanti, aveva quali interlocutori prediletti Pier Paolo Pasolini e Roland Barthes, ma anche Christian Metz e i formalisti russi. Tra i molti influssi: i Cahiers du cinema e Positif, Hollywood e l’underground americano.
Dopo una rapida gavetta televisiva, esordisce nella fiction con Il libro bianco (1969), sul “caso Siniawkij-Daniel”, un mediometraggio che ha Giulio Brogi quale protagonista. Il suo primo lungometraggio è Niente meno di più (1970), per gli “Sperimentali” della Rai.
Dopo una parentesi nel giornalismo d’assalto (TV-7 e A-Z, un fatto come e perché), è, per due anni, video-ricercatore nell’ospedale psichiatrico di Arezzo, diretto dal basagliano Agostino Pirella (1972-74). Questa esperienza “di ascolto e investigazione”, risulterà profondamente formativa, “madre”, dodici anni dopo, di Inganni, il film ispirato alla vita manicomiale del poeta Dino Campana. Nel 1973 fonda la Filmcoop, una cooperativa di lavoro il cui scopo è garantire la libertà creativa dei suoi soci, tra i quali figurano Gianfranco Albano e, inizialmente, Peter Del Monte e Stefano Roncoroni.
Nell’ambito della Lega partecipa alla costituzione del Consorzio Nazionale Cooperative Cinematografiche, del quale diventa il primo Presidente.
Nell’estate del 1975, a Siracusa, gira Garofano rosso, da Il garofano rosso di Elio Vittorini, film d’esordio di Miguel Bosè e primo film italiano ad avvalersi di una colonna sonora rock, ad opera del Banco del Mutuo Soccorso.
Durante le riprese di Una scelta di vita, nel 1977, accompagnando Giorgio Amendola nel rione Stella, a Napoli, e successivamente a Capri, potrebbe incontrare Marina Piperno, come lui invitata ad Ischia per il premio Rizzoli. È il 2 maggio. Ma nessuno li presenta, nonostante una collaborazione tra REIAC Film e Filmcoop fosse già da tempo concordata. Quella sera a vincere è Un cuore semplice di Giorgio Ferrara, tratto da Flaubert e sceneggiato da Cesare Zavattini. A produrlo era stata la Filmcoop. Un mese più tardi, negli uffici della REIAC Film, prende l’abbrivio il sodalizio affettivo e professionale con Marina Piperno.
Del 1978 è Un autore una città, un “viaggio in Italia” in compagnia di Moravia, Testori, Bernari, Volponi, Bassani e Bevilacqua. Ognuno nella propria città: Roma, Milano, Napoli, Urbino, Ferrara e Parma.
Nell’estate del 1979, dopo una lunga gestazione burocratica e finanziaria, gira, per Rai 2, il film Nella città perduta di Sarzana, sui “fatti del 21 luglio 1921”. Nel corso del 1980 dirige La nuvola in pantaloni, un programma sui ‘formalisti russi’ a cura di Alberto Asor Rosa e segue un tour del Banco del Mutuo Soccorso, registrandoli “dal vivo”.
Lo special Banco viene acquistato e trasmesso da Rai 3. Proseguiva intanto, basata su storie ‘vere’, la serie tv Storie allo specchio, durata tre anni, dal 1978 al 1980.Come su persone reali sono imperniati i mediometraggi realizzati tra il 1982 e il 1984: Sassalbo provincia di Sidney, L’Amiata è anche un fiume e Immaginando cinema, che nel 1988, ad Avellino, gli valgono il Premio Giampaolo Bernagozzi per il cinema antropologico e di ricerca. Intanto, nel dicembre del 1982, con Marina Piperno fonda la MP srl, che da quel momento produrrà tutti i suoi film. Del 1989-90 sono: Villa Glori, viaggio nelle risposte possibili all’AIDS e Casal del Marmo, l’intelligenza reclusa.
Inganni, ispirato alle vicende del poeta Dino Campana, è del 1985. Con questo film si compie, dodici anni dopo, l’esperienza di video-ricercatore presso l’Ospedale psichiatrico di Arezzo.
Fra il 1985 e il 1986 gira C’era una volta gente appassionata, “un viaggio nella Resistenza toscana”, programma commissionato dalla sede regionale Toscana della Rai, che “salva” le testimonianze degli ultimi protagonisti e ricostruisce il tempo che sfociò nella Costituzione repubblicana. Dalla fine del 1986, a tutto il 1987, dirige, a Sarzana, per la regione Liguria, un laboratorio antropologico-teatrale che, a partire dall’analisi dei racconti di Cechov, sfocia in uno spettacolo, con musica ‘live’, intitolato Prova di voce. In scena vanno una trentina di allievi.
Donna d’ombra, primo film italiano ambientato nel mondo della "modern dance", che si avvale delle coreografie di Elsa Di Laudadio Piperno, “lancia” l’attrice teatrale Anna Bonaiuto.
Nel 1990, dopo l’esperienza nel carcere minorile di Roma, organizza un laboratorio cinematografico in un ‘centro sociale’ di Tor Bellamonaca, un quartiere di recentissima costruzione che aveva raccolto tutte le marginalità romane, oltre il Grande Raccordo Anulare. Con i ragazzi che lo frequentano prepara e gira Notte di stelle, film dedicato “ai ragazzi delle periferie invisibili”.
Tra il 1993 e il 1996 si ritira in Alta Maremma, sul versante grossettano dell’Amiata, dove scrive il romanzo La baia della torre che vola (TraccEdizioni): saga di una famiglia marinara del levante ligure, tra istanze egualitarie e miti resistenziali, ricerca di radici e ricognizione sulla Storia e sulle ideologie.
Nel 1997 gira il lungometraggio documentario Canto per il sangue dimenticato, sulla strage degli 83 minatori della Niccioleta (Grosseto), compiuta da fascisti agli ordini dei tedeschi in ritirata tra il 13 e il 14 giugno del 1944. Tra la fine del 1997 e l’inizio del 1998 gira Giamaica, incursione nell’immaginario separato dei giovani delle periferie, dentro una città notturna, graffita e violenta, che potrebbe essere Sao Paulo, Los Angeles o, chissà, Roma. I protagonisti sono, in gran parte, gli stessi di Notte di stelle, ai quali lo legava la promessa di ricordare per sempre Auro B., un loro amico ucciso e bruciato da assassini rimasti sconosciuti.
Nel 1999 il Museo del Cinema di Torino e la Casa della Cultura di Milano gli dedicano, a breve distanza l’una dall’altra, una retrospettiva. Tesi di laurea vengono assegnate dalle università di Bologna, Pisa, Roma, Firenze.
Del 2000 è la grande retrospettiva del Tagliacozzo Film Festival, che mostra sedici dei suoi titoli, tra fiction, ricerca ed ibridi. In quell’occasione presenta il suo secondo libro, un romanzo in forma di racconti, Il castello dei due mari (Ed. Mesogea). In quello stesso anno, per ragioni famigliari, fa il suo rientro a Lerici. È l’occasione per fondare Ippogrifo Liguria, un’associazione culturale di cui è Presidente Marina Piperno, le cui finalità sono la ricerca antropologica e storica, la raccolta di testimonianze orali sia del mondo contadino che di quello operaio, e l’organizzazione di eventi culturali, tra i quali GENTE DI STRADA, un riconoscimento a chi si batte contro l’esclusione, di cui è il Direttore etico-artistico. Nel territorio in cui è nato intensifica la propria attività letteraria, senza dimenticare le immagini. Gira Sguardi, un “corto” dedicato ad Emilio Bertonati, artista, gallerista e collezionista, morto suicida, che aveva riscattato dall’oblio la pittura della Nuova Oggettività tedesca. Fotografa le tombe massoniche, laiche e religiose dei cimiteri di Lerici, Sarzana, Pontremoli, e, nel 2001 pubblica C’era una volta un angelo di nome Willy (De Ferrari editore), un exursus fotografico, storico e letterario, che salva il cimitero ottocentesco di Lerici dalla destinazione a parcheggio multipiano. In concomitanza con la pubblicazione del libro e la mostra delle fotografie che si tiene nel castello S. Giorgio, in Lerici, il FAI inserisce il “cimitero vecchio” nell’itinerario delle sue scoperte.
Del 2002 è la pubblicazione di Un poliziotto perbene (I libri dell’Ippogrifo), romanzo storico che pone al centro del suo racconto l’Ispettore Generale di P.S. Vincenzo Trani, Questore di Roma, inviato dal governo a pacificare la Lunigiana dopo i “fatti del 21 luglio 1921”. Un’inchiesta esemplare che diventa un giallo politico. Il volume viene presentato nell’ambito di un convegno di studi che riunisce storici del calibro di Nicola Tranfaglia, Emilio Gentile, Paolo Pezzino, Gianfranco Petrillo, Eros Francescangeli ed altri. Nel 2003 viene presentato il libro degli “atti”. Porta il titolo del convegno: La Storia come identità.
Del 2004 è il romanzo storico L’uomo che nacque morendo (I libri dell’Ippogrifo), ispirato alla vicenda di Rudolf Jacobs, il Capitano della Marina Militare tedesca che passò alla Resistenza lunigiana nel settembre del 1944, ma anche ai partigiani disarmati che con la loro attività, capillare, segreta, consentirono ai partigiani armati di sopravvivere e contribuire alla liberazione del nostro paese. Il libro è dedicato “ai piccoli maestri dell’Europa a venire”. L’affabulazione Disubbidire a Hitler, con le musiche di Livio Bernardini, Egildo Simeone e Alessio Ambrosi, accompagna le presentazioni del libro.
Trafficanti di sogni è un libro che condensa un acceso dibattito sulla solidarietà svoltosi nel maggio del 2003, durante la prima edizione di Gente di strada, quando don Andrea Gallo, coordinatore della Comunità di San Benedetto, ricevette la Targa d’Argento destinata al vincitore. In quella occasione era stato proiettato in pubblico Andrea, dicci chi sei, il “ritratto video” che Faccini gli aveva riservato. Questo film, della durata di un’ora, girato in DVCam, ed ora disponibile in DVD, ha aperto il Missing Film Festival di Genova 2004, costringendo gli organizzatori ad effettuare due proiezioni consecutive per soddisfare l’affluenza di pubblico.
Le mani raccontano è il ritratto video delle donne lavoratrici che vissero la loro gioventù fra guerra, Resistenza, Liberazione e la Costituente Repubblicana.
(ultima modifica: 16/07/2012)

Sito Web: http://www.pipernofaccini.it