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IO, LEONARDO - L’uomo e il genio al cinema


In occasione del cinquecentenario della scomparsa di Leonardo Da Vinci al cinema dal 2 ottobre il nuovo film d’arte Sky con Luca Argentero


IO, LEONARDO -  L’uomo e il genio al cinema
"Io, Leonardo" con Luca Argentero
Dopo il successo di "Caravaggio – L’anima e il sangue" un altro genio italiano viene celebrato al cinema con un film – documentario non convenzionale: Leonardo Da Vinci. La regia è di nuovo affidata al messicano Jesus Garces Lambert che ha creato un’opera dal forte impatto visivo.
Servendosi di animazioni, proiezioni ed evolute tecniche digitali "Io, Leonardo" riproduce diverse opere, disegni e progetti dello scienziato, artista e inventore. Un’operazione complessa che vede anche la ricostruzione, attraverso un grande lavoro di effetti visivi, della Sala delle Asse del castello Sforzesco e degli studi anatomici.

Ma è in particolare l’uomo e il pensiero che il film cattura attraverso le parole dello stesso Leonardo: “I dialoghi sono tutti tratti dal “Trattato sulla Pittura”; volevo scoprire che uomo fosse, quali fossero le sue pulsioni, le sue emozioni" ha spiegato il regista "fare un film d’arte ti dà una libertà incredibile, abbiamo lavorato sulla finzione ma creata e scritta con metodi documentaristi”

Un film non didattico, che non parte dai fatti ma dalla mente del genio, dalle sue riflessioni: non il mito ma l’osservatore, lo studioso che non si accontenta, che spesso viene criticato dai suoi mecenati come Ludovico Il Moro che lo giudicava “lento” e inconcludente: “Non è una voce narrante è la voce della coscienza di Leonardo, ha spiegato Francesco Pannofino, voce off del film, come operazione è molto originale. All’inizio pensavo di dover fare la voce narrante classica di un documentario. Con questo film conosciamo Leonardo come non lo avevamo mai visto, non è nozionistico scolastico, racconta l’uomo e attraverso il racconto dell’uomo si capisce dove ha preso l’ispirazione per i suoi capolavori”.

Un Leonardo Da Vinci che non invecchia che rimane uguale a sé stesso a 35 anni come viene descritto dai suoi biografi contemporanei: alto, elegante con lunghi capelli ondulati. Nel film ha il volto di Luca Argentero: “Il mio Leonardo è un osservatore, ha spiegato l’attore, lo stesso lavoro dell’attore ti impone di osservare costantemente: tendo a provare piacere nel vedere ciò che mi circonda e questo mi ha reso Da Vinci molto vicino”.

Un approccio più evocativo della sua figura, dei suoi pensieri, delle sue emozioni andando così pienamente incontro alla mission Sky di produrre film d’arte che siano di intrattenimento e non di classica divulgazione come ci si aspetterebbe. Niente a che vedere, quindi, con le puntuali ricostruzioni storiche e artistiche di Piero e Alberto Angela ma la celebrazione patinata di Leonardo Da Vinci. Un film che regala momenti di grande suggestione come la ricostruzione della genesi de “L’ultima cena” in cui si vede Da Vinci come un moderno regista dirigere i suoi apostoli curando nei minimi dettagli le posture e le espressioni; o l’illuminazione che lo porterà a rappresentare l’unione simbolica tra arte e scienza con “L’Uomo Vitruviano” simbolo del Rinascimento.

La direzione artistica di “Io, Leonardo” è di Cosetta Lagani, la sceneggiatura di Sara Moretti e Marcello Olivieri, il direttore della fotografia è Daniele Ciprì e i costumi firmati dal premio Oscar Maurizio Millenotti. Al cinema dal 2 ottobre distribuito da Lucky Red.

19/09/2019, 09:09

Caterina Sabato