I Viaggi Di Roby

La Macchina del Tempo





Lunedì 13 maggio, h 20.30
Non lo so ancora di Fabiana Sargentini (2012) – 83 min
Giulia (Donatella Finocchiaro) è all’ospedale di Levanto per sottoporsi a esami ginecologici quando viene quasi investita da Ettore (Giulio Brogi), un anziano signore che non smette mai di tossire. Quando capiscono che non c’è un treno che li riporti a casa, i due passano la giornata insieme: la loro vita e il loro sguardo cambierà per sempre. In una messa in scena sospesa che lascia spazio ai desideri dello spettatore, un uomo e una donna trovano il respiro della condivisione e scoprono di sé cose che forse neppure sospettavano. Fabiana Sargentini ha scritto il film con Morando Morandini ed è abbastanza facile riconoscere nel carattere di Giulia le sue ossessioni (la maternità, innanzitutto, al centro dei suoi lavori precedenti) e nelle frasi sempre compiute e rifinite l'incedere argomentativo del critico milanese. Il loro film racconta un amore dove tutto o quasi è immaginato ma i cui effetti sono più che reali: una celebrazione della vita e delle sorprese che nasconde.

Martedì 28 maggio, h 21.00
Comandante di Enrico Maisto (2014) – 70 min
Felice è vitale, vulcanico, visceralmente legato a un periodo in cui la rivoluzione sembrava una possibilità concreta. Per il regista Enrico Maisto, una specie di mito personale, coltivato negli anni dell’adolescenza, con cui decide finalmente di fare i conti. Il suo percorso, sincero fino a farsi male e comprensibilmente accidentato, approda infine a una consapevolezza cui solo il confronto con la generazione dei padri – biologici o ideali – può portare. Un film che è esso stesso un esemplare percorso di crescita personale.

Martedì 4 giugno, h 21.00
Guido Ballo poesie di Francesco e Marina Ballo (2004 – 11 min) e Risa di Francesco Ballo (2007 – 17 min)
Dei genitori importa la voce, quella che si impara a riconoscere prima ancora di vedere, e Francesco Ballo, autore di film spesso muti, riempie di parole i film che dedica ai genitori. Parole poetiche scandite con un sorriso ironico sulle labbra quelle di Guido Ballo poesie, quasi un ironico sberleffo alla morte, e ricordi precisi nelle testimonianze pacate di Risa che racconta il tennis, la resistenza, l’incontro con il marito Guido.