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Le ombre cantano e parlano. Il passaggio dal muto al sonoro nel cinema italiano attraverso i periodici d’epoca (1927-1932)


Autore: Stefania Carpiceci
Casa editrice: Artdigiland.com
Anno: 2013
Tipologia: Saggio
Pagine: 212
Prezzo: 31,15 €

Descrizione: Il libro – sviluppo di una ricerca di dottorato svolta all’inizio del nuovo millennio presso l’Università degli Studi di Roma Tre, e dedicato a Lino Micciché – indaga sistematicamente, in Italia, il passaggio dal cinema silenzioso delle origini ai nuovi fonofilm, con il pregio di selezionare e mettere in atto cinque diversi punti di vista sul tema: teorico, tecnico, commerciale-finaziario, produttivo-distributivo ed infine linguistico, con preziose analisi di film mirate agli aspetti sonori. A fare da supporto all’esplorazione sono le riviste e i periodici cinematografici nazionali d’epoca, scandagliati a partire dal 1927 – anno della prima proiezione americana de Il cantante di jazz (di Alan Crosland, con Al Jolson), che notoriamente decreta la nascita ufficiale e internazionale del cinema sonoro – fino al 1932, data di adozione del doppiaggio in Italia. «L’Argante», «Cine-Gazzettino», «Cinema Illustrazione», «Il Cinema Italiano», «Cinema-Teatro», «La Cinematografia», «Il Cine Mio», «L’Eco del Cinema», «Kines», «La Rivista Cinematografica», «Rivista Italiana di Cinetecnica» e «Lo Spettacolo Italiano» – a cui si aggiungono due riviste teatrali, «Comoedia» e «Il Dramma», e un quotidiano, «Il Tevere», particolarmente attenti al cinema – documentano l’avvento della cinematografia parlata e costituiscono una preziosa mappatura per attraversare una zona ancora molto poco conosciuta della storia del nostro cinema, fatta di film muti postsonorizzati, pluriversioni, ibridi sonori solo con musica o rumori, ricorso alla fonogenia del teatro, aperture alla radio e alla canzone, se non al musical, e grandi rivoluzioni nelle professioni artistiche e tecniche.

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