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Corrado Alvaro e il Cinema


Autore: Maria Cristina Briguglio, Giovanni Scarfò
Casa editrice: Città del Sole Edizioni
Anno: 2018
ISBN: 9788882380847
Tipologia: Saggio
Pagine: 496
Prezzo: 24,00 €

Descrizione: Non è facile definire Corrado Alvaro: romanziere, poeta, giornalista, traduttore, saggista, drammaturgo, critico teatrale, autore di sceneggiature, soggetti e collaborazioni per il cinema. Ha visto nascere – e a volte tramontare – mezzi, strumenti e stili comunicativi tra i più diversi. Ha diretto il quotidiano Il Popolo di Roma e il Risorgimento di Napoli, è stato tra i fondatori del “Sindacato Nazionale Scrittori”, direttore del Giornale Radio nell’Italia liberata del ’45 – costretto a dimettersi dopo solo un mese –, collaboratore di vari programmi radiofonici e televisivi e membro della Commissione Consultiva per l’aspetto culturale del costume nei programmi Tv (1954- 1956). Ma esiste un tratto caratteristico dell’autore di Gente in Aspromonte, in oltre trent’anni di attività culturale e lettura della contemporaneità, ed è la sua costante fedeltà alla Settima Musa. Ossessionato da quest’arte “estremamente raffinata, e pure brutale e rozza”, da questa “nuova tragedia moderna, senza mediazioni né attenuanti”, Corrado Alvaro ha scritto di Cinema ogni qual volta gliene fosse data l’occasione (il suo primo articolo è del 1923 e l’ultimo del 1956, pochi mesi prima di morire).
Ma cos’è il Cinema? Un’“arte meccanica” che contribuisce alla stupidità umana, un anestetico per le coscienze, una “suggestione” che falsifica la realtà o un’arte che, al pari della letteratura e del teatro, dovrebbe avere come fine la possibilità e la necessità di “illuminare la vita”, di “lavorare utilmente alla formazione della società”?
Oltre un centinaio di articoli e saggi (per lo più inediti) ci danno un quadro complessivo della ricerca compulsiva e spasmodica di Corrado Alvaro sulla Settima Arte, una visione critica e saggistica attraverso la quale – come ha scritto Gian Piero Brunetta – ha “interpretato fenomeni che al critico professionale sfuggivano, spostando continuamente l’attenzione ai fenomeni più svariati, dal cinema al film, dall’autore al fruitore, dal testo al contesto”.

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