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Note di regia del film "Le Sable. Una Storia d'Amore"


Note di regia del film
"Le Sable" viene considerato il mio primo lungometraggio, malgrado ne avessi gi realizzato uno nel 2001 ("La Porte, Bleu"), usando la stessa tecnica ispirata dal "Dogma95" di Lars Von Trier. Era importante per me dare un taglio netto alla pellicola e gli stilemi polverosi di un cinema che, secondo me, non ha pi senso. Sfruttare il movimento della cinepresa per esaltare quello degli attori (e nel mio caso attrici), avvicinarmi a loro come se non ci fosse un film tra di noi ma solo un gioco divertente e intimo.
vero che sono stato musicista all'inizio, ma anche vero che la mia carriera una delle pi eclettiche che conosca: ho iniziato con la musica jazz, passando attraverso quella del rinascimento con il flauto dolce, poi alla musica classica col fagotto ed infine alla direzione d'orchestra. Poi la regia d'opera, la scrittura di libretti d'opera, la regia di teatro accompagnata dai primi cortometraggi sperimentali. Infine i lungometraggi (presto il terzo), in cui mi sono ritrovato anche compositore (e tralascio i dettagli... basta guardare i posti occupati per il film "Le Sable")...
Questo percorso pu sembrare caotico ad alcuni. Io penso, al contrario, che rappresenti la minuziosa costruzione della mia identit artistica. Qualcuno ha sostenuto che le mie regie siano musicali e qualcunaltro che le mie immagini siano un flusso musicale quasi ipnotico. Non so se sia vero, ma quello di cui sono certo che non filmerei come lo faccio se la musica non scorresse nelle mie vene.
L'avvento del digitale mi ha permesso inoltre di ritrovare le radici del verismo, ma con dei mezzi pi attuali, adattati al nostro mondo in movimento perpetuo. Questo nuovo modo di girare - rapido, profondo, con una vicinanza entusiasmante agli attori, prosecuzione naturale del neorealismo italiano e della nouvelle vague francese - mi ha permesso di trovare quello che oggi il mio stile, mescolando immagini poetiche ad altre pi crude, pi quotidiane.
Il progetto del film "Le Sable" non sarebbe mai esistito senza il digitale. Quindici giorni prima che il primo Parigi-Plage della storia avesse luogo nel 2002, non immaginavo neanche di voler realizzare un film. Lidea del film nata quando mi sono reso conto dell'importanza simbolica della sabbia sulle rive della Senna. Il simbolismo della sabbia talmente immenso che non possibile restarvi indifferenti. La sabbia che arriva a Parigi, poi, quasi come una leggenda o un miraggio nel deserto.
Ma perch raccontare un incontro tra due ragazze sul Paris-Plage? Forse perch, come dico alle mie amiche lesbiche, sono anch'io una donna lesbica... Nel senso che sono cresciuto con tre donne senza presenze maschili e quindi con una sensibilit sicuramente femminile, pur non essendo attratto dagli uomini. Ma soprattutto perch sono sempre stato affascinato dalla libert delle donne e soprattutto delle adolescenti, che si permettono, anche senza essere necessariamente lesbiche, quello che due ragazzi gay non arriverebbero neanche forse a fare, (nei gesti quotidiani, voglio dire). questo turbamento che m'interessa, in quanto cineasta: cercare di catturare i loro sguardi, le loro sensazioni, le loro esitazioni e interrogazioni. Ho sempre dato pi importanza alle storie di donne. Mi ricordo che anche durante la regia della Passione secondo Giovanni (J.S. Bach) dicevo sempre: quel che m'interessa non tanto la passione di Ges, che programmata, ma quella di sua madre, che vive il martirio di vedere suo figlio partire prima di lei.
Come dicevo, ho delle amiche a cui tengo e che si amano. Volevo che il mio film fosse un inno al loro amore, una 'lezione' di tolleranza, che la storia d'amore fosse tanto 'banale' da far dire a chi ha problemi d'accettazione: 'ma solamente una storia d'amore?'. Certamente! Cos'altro senn? Rispettare l'amore in qualsiasi forma si presenti molto pi degno e rispettabile che tutto l'odio che riceve da quelli che non lo condividono.
Ecco la ragione di questo film, ricordando inoltre che nel 2002 (anno di creazione, malgrado sia uscito in DVD nel 2006) non c'erano molti film che parlavano di storie di donne. Il fatto di essere un precursore e di sentire dire spesso 'credevo che questo film fosse fatto da una donna'... mi riempie d'orgoglio!.

Mario Feroce