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"Il Pugile e la Ballerina" di Francesco
Suriano: un film tra realtà e finzione


Uscirà Venerdì 7 Novembre il primo lungometraggio di Francesco Suriano, “Il pugile e la ballerina”. La sceneggiatura del film, scritta dal cineasta romano e da Marco Saura, è costituita da due storie che si sviluppano parallelamente in una Roma perlopiù anonima ed indifferente. La prima è la cronaca quasi documentaristica dell’amore impossibile tra Enzo (un esperto d’arte) e Fabio (un pugile la cui carriera tende ormai al fallimento). La seconda è quella di Osho e Carletto, due spiantati che si fingono poliziotti per perpetuare con maggiore copertura le piccole truffe che gli permettono di sopravvivere.

Alla prima proiezione assoluta del lungometraggio seguita dalla conferenza stampa erano presenti, oltre al regista e al produttore Pierfrancesco Aiello, anche i due interpreti Enzo Mazzarella e Fabio Mattei.

“La storia del mio film”, ha precisato Suriano, “ha come sfondo il dualismo tra finzione e realtà. Conoscevo indirettamente le vicende reali di Enzo e Fabio e mi piaceva l’idea di raccontarle come se apparissero nella forma di una storia inventata; ho cercato di rendere nel modo opposto la vicenda di finzione dei personaggi di Osho e Carletto, narrandola in modo che potesse sembrare realmente accaduta".

I due attori non professionisti hanno raccontato con pudore e simpatia ai giornalisti presenti in sala come lo sguardo del regista sia riuscito a portare al cinema le vicende della loro vita privata senza snaturarle o minimizzarle.

“Il pugile e la ballerina” uscirà in due sale a Roma, al Filmstudio (dove peraltro si è svolta la conferenza stampa) e al nuovo cinema Aquila; poi cercherà di soddisfare le esigenze di altri esercenti che lo hanno richiesto in diverse parti d’Italia. Il produttore Pierfrancesco Aiello ha spiegato dello sforzo necessario ed importante di distribuire comunque il film nonostante le grosse difficoltà del momento, per dare comunque all’opera la dignità di una sua visibilità e di un suo corso; impossibile non comprendere e non apprezzare il suo impegno.

05/11/2008, 08:17

Giovanni Galletta