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Paola Columba: "Legami di Sangue è ispirato
ad un fatto di cronaca realmente accaduto"


Abbiamo intervistato la regista Paolo Columba, autrice del film "Legami di Sangue", pellicola vincitrice del Premio "Flaiano" Miglior Opera Prima, una storia sulla famiglia e la "forza corruttrice del denaro".


Paola Columba:
"Legami di Sangue" è la sua opera prima. Dove nasce l'idea per il soggetto del film?
Paola Columba: Il film è ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto. Il soggetto nasce quindi dalla realtà, ma anche dall’’osservazione di quanto accade nella vita. Il tema di una eredità contesa credo sia un tema trasversale, che riguarda tutti. In famiglia, tra fratelli o tra genitori e figli, per i soldi si litiga e ci si divide. Avviene nelle famiglie borghesi e in quelle nobili che hanno grandi patrimoni, ma anche all’interno di famiglie meno ricche, come nel caso di questo film, che parla di una famiglia di contadini. “Legami di Sangue” parla della forza corruttrice del denaro, un fenomeno che ormai predomina nella nostra società e che riesce a sgretolare, a distruggere anche gli affetti più grandi.

Nel film è descritta un società contandina molto arcaica. Come mai questa scelta?
Paola Columba: E’ arcaica, ma attuale. E’ una realtà dei giorni nostri. A poche ore d’auto da Roma ci sono delle persone che ancora oggi vivono in condizioni di estrema povertà. E non sono extra-comunitari. Il film rappresenta una parte del Paese ancora lontana dalla globalizzazione, dalle tecnologie e dall’Europa. Ma questa realtà è generalmente rimossa o comunque non rappresentata. Non va di moda. Non fa audience. Il film racconta anche del contrasto, del cortocircuito che c’è, oggi, tra il mondo rurale e il mondo tecnologico.

Tutti i pesonaggi del film sono senza un futuro, in bilico tra una famiglia che gli sta stretta ma a cui sono legati per motivi "di sangue" ed un mondo esterno che sembra lontano ma a cui mirano. Secondo lei alcuni tipi di società non possono avere una vita diversa? Non possono emergere anche gli "umili"?
Paola Columba: Credo che i personaggi, tragicamente, abbiamo fatto delle scelte di cui non hanno valutato le conseguenze, come spesso accade nella vita. Il “bilico” di cui lei parla credo sia una dinamica che appartenga ad ogni essere umano. Amiamo la nostra famiglia, ma ne siamo anche soffocati. Amiamo la nostra terra, il luogo in cui siamo nati e in cui ci riconosciamo, ma spesso è un luogo che ci sta stretto, dal quale dobbiamo andare via.
Certo, credo di sì. Chiunque, se lo vuole, può avere una vita diversa. Il punto centrale, il nodo del film è il rapporto familiare. Anche gli umili possono emergere, tanto è vero che il film ci racconta che la prostituta di colore, tenendo stretta per mano sua figlia, si allontana verso l’orizzonte, verso un futuro migliore.

Cosa ha portato nel film delle sue esperienze teatrali?
Paola Columba: La preparazione. Il lavoro di approfondimento sul testo. L’importanza delle prove. La disciplina. Il piacere di lavorare insieme all’ attore per arrivare a costruire un personaggio al massimo delle sue potenzialità.

Come ha scelto il cast del film?
Paola Columba: Non ci sono state imposizioni di alcun genere, come purtroppo so che avviene sempre più spesso. Il nostro è un film veramente indipendente. Non ha ottenuto finanziamenti né dal Ministero, né dalle televisioni. Se da una parte abbiamo perciò avuto un budget limitato, dall’altra siamo stati molto liberi nella realizzazione. Ogni attore scelto è l’attore giusto per il ruolo. In particolare, con alcuni di loro ci conosciamo da tanti anni e abbiamo realizzato insieme anche dei cortometraggi. Costituiamo un vero gruppo di lavoro. Quindi la sceneggiatura è stata scritta tenendo conto delle loro qualità, valorizzando e potenziando le loro caratteristiche.

A quali modelli si è ispirata per la realizzazione di "Legami di Sangue"?
Paola Columba: In genere non seguo dei modelli. In questo film ho cercato di mettere insieme le cose che più amo: il Neorealismo, le mie origini siciliane, la tragedia greca, il teatro di Shakespeare e soprattutto la vita. Credo in un cinema che punta sulle proprie radici e parte da sentimenti semplici, ma forti: passioni, vendette, amori, odio.

"Legami di Sangue" è uscito nelle sale il 27 marzo 2009, rimanendo in programmazione per più di un mese. Come proseguirà la "storia" distributiva del film?
Paola Columba: Grazie al passaparola che si diffonde attraverso Facebook e i tanti blog sul cinema sono molte le richieste dalle altre città italiane. Dopo Roma, Ancona, Viterbo e il circuito regionale del Molise dove il film e' stato girato, sono per ora previste le uscite a Milano, Torino, Bari, Catania, Palermo e Matera.

Come considera l'attuale panorama cinematografico italiano?
Paola Columba: Bella domanda impegnativa! Posso dire che è assolutamente necessario ed urgente tornare ad investire nella cultura e nel cinema. Un paese si rispecchia nella propria cultura, nel cinema e nel teatro che produce. E in ogni altra forma d’arte. La corsa vorticosa al degrado e alla volgarità, al disprezzo del lavoro serio e rigoroso, lo spregio della meritocrazia a beneficio della raccomandazione non porta nulla di buono. Sembra un processo inarrestabile, che deve invece essere fermato. Io me lo auguro e per adesso ho ancora una speranza.

04/05/2009, 19:03

Simone Pinchiorri