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Note di produzione del film "Bumba Atomika"


Note di produzione del film
NUOVE MODALITA’ DI VISIONE
Da più di vent’anni il cinema italiano è sospeso in una sorta di immobilismo e di limbo che lo ha reso, da il cinema più vitale del mondo quale era, una delle peggiori cinematografie in assoluto. Sembrano ormai dimenticati i tempi in cui i cinema erano aperti tutto il giorno e colmi di pubblico che affollava le sale in cui venivano mostrati i film nazionali. Oggi rimpiangiamo quel periodo in cui avevamo gli autori ma c’era spazio per centinaia di film popolari, commerciali e vitali, quei film ormai considerati di culto in tutto il mondo e ristampati continuamente in DVD in ogni paese.
“Non si tratta di anacronismo e di ricerca di un passato idilliaco, siamo i primi a guardare avanti e a sfruttare tutti i nuovi mezzi a nostra disposizione. Quello che rimpiangiamo di quegli anni e di quel cinema è la vitalità, l’originalità, il coraggio, la potenza della regia, i virtuosismi tecnici, un cinema popolare ma al contempo costruito con professionalità e abilità invidiata in tutto il mondo. Tutti i paesi sono più o meno ripartiti, manca solo l’Italia”, commenta Senesi Michele.
Come mai l’Italia è in questa condizione?
“Non sta a noi elencare i perché, al massimo si possono fare supposizioni. C’è chi sottolinea l’importanza dell’avvento delle TV, probabile, quello è stato un problema comune un po’ in tutto il mondo anche se in Italia ha prodotto picchi di crisi cinematografica inediti. C’è chi parla dei tagli al settore dello spettacolo, chi attribuisce il tutto alla scarsità di coraggio e competenze di produttori e distributori. Noi da parte nostra cerchiamo di dimostrare che esiste il pubblico, le maestranze, gli addetti ai lavori, gli esercenti, l’interesse per una eventuale rinascita cinematografica e per un nuovo cinema italiano meno provinciale, meno buono e più coraggioso e graffiante”
I Vostri mezzi?
“Tutti quelli a nostra disposizione, le nuove tecnologie, il digitale, il montaggio non lineare, gli effetti speciali se servono, con un’attitudine a sporcare un po’ il film e cacciarlo dalla sindrome da fascia protetta come fece Sergio Leone inserendo il sangue in modalità diegetica nei suoi western. Il fine è riappropriarci dei generi e mescolarli, cercare un’industria. Quando c’è questo, c’è poi spazio anche per gli autori. Attualmente abbiamo solo registi che cercano di imitare gli autori. In Italia abbiamo industrie molto avanzate e competitive nel campo del digitale e dell’animazione ma non hanno canali di sbocco nel cinema e sono limitate al mondo delle pubblicità e degli spot. Perché non sfruttare queste possibilità come stanno facendo ora in Russia con un successo storico mai visto prima d’ora?” La televisione è un’invenzione senza futuro e scomparirà tra meno di dieci anni, rimodellandosi come medium permeato dalla multimedialità. E’ quindi oramai l’ora di non pensare più il film solo in funzione di introiti dovuti alla vendite televisive (operazione che implica tutte una serie di limiti all’opera), ma di ritornare ad un cinema graffiante e libero e che sappia parlare ad un pubblico nazionale così come ad uno internazionale. Bisogna riconquistarsi la fiducia del pubblico.
Perché Bumba Atomika è girato in digitale?
“Perché il film si presta a questo. Logico che influenza la scelta anche il fattore budget ma Bumba è una produzione che ci piace chiamare “da battaglia” e si presta ad un set digitale. Siamo consapevoli che non esiste paragone tra la pellicola e il digitale e siamo i primi a non sopportare un digitale che tenta di imitare la pellicola. Ma il nostro scopo è diametralmente opposto. Forzare il digitale in modalità totalmente antinaturalista e onirica, anche grazie ad eccellenti tecnici della postproduzione che hanno dato la propria disponibilità”.


MUSICHE
Uno dei primi punti su cui il regista insisteva era di avere obbligatoriamente i diritti dell’intera discografia dei Kurnalcool. Questo per più motivi; il primo è per l’attitudine tematica del gruppo, il secondo è per la potenza e abilità musicale, terzo il fatto che il titolo del film si ispira proprio ad una canzone del gruppo. Un film “urlato” come Bumba Atomika aveva bisogno di sonorità ben definite e testi assolutamente adatti. In questo caso la soddisfazione è enorme proprio per il fatto che i testi del gruppo sono praticamente mimetici al contenuto del film.
I Kurnalcool sono un gruppo storico marchigiano che quest’anno festeggia il proprio ventennale. Sono i creatori di un genere coniato come “Vì Metal” ossia sonorità metal che accompagnano testi di matrice etilica. Due cantanti, due batteristi, due chitarristi, un bassista e idranti di vino sul pubblico accompagnano le loro performance.
Ideali per il film, un film quindi scosso da violentissime sonorità metal e da testi folli e etilici.

VISIONI ACIDE
Se non rinneghiamo affatto il nostro passato filmico a cui siamo profondamente legati, l’esperienza e lo stile visivo che daremo al film sarà di evidente matrice asiatica. Il regista Senesi Michele è da anni attento studioso e appassionato di cinema e cultura asiatica (fondatore di asianfeast.org, scrive ogni mese in due mensili di cinema) e ha affermato di voler attingere ad un immaginario che è un crogiuolo di cinema asiatico di diverse nazionalità. Al contempo “cercherò di non fare come i registi USA che dal cinema di Hong Kong hanno preso solo l’estetica dimenticando il contenuto e lo spirito. Il nostro profondo rispetto e amore verso quelle cinematografie sarà senz’altro evidente” commenta Senesi.
Il look visivo, si attesterà indicativamente sui lavori precedenti del regista con un gusto cromatico spiccato ed acido assolutamente antinaturalista.

SOTTOTESTI OCCULTI: gli spettacoli pirotecnici
Da anni, il regista Senesi Michele era incuriosito da una ipotetica struttura narrativa costruita all’interno degli spettacoli pirotecnici di cui è un dichiarato appassionato. Da tempo aveva iniziato a studiare e analizzare tempi, ritmi e progressioni narrative degli spettacoli dei fuochi d’artificio, cercando di sondarne il progresso narrativo cronologico, arrivando a rapportare gli spettacoli occidentali e orientali fino a trovare in essi dei diretti riflessi della cultura da cui sono prodotti. In Bumba Atomika ha cercato così di trasporre il ritmo e la sceneggiatura occulta di uno spettacolo pirotecnico in quella del film, dando ai vari atti interni il loro stesso peso portante. L’inizio e la fine del film sono infatti dichiaratamente esplicitazioni di questa forma d’arte e i fuochi d’artificio rimangono presenti in tutti i momenti più importanti del film.

SOTTOTESTI OCCULTI: la compressione del respiro
Uno degli elementi più impostanti del film sono i tempi e il respiro interno. L’esatta composizione e proposizione di questo elemento è parte maggioritaria della riuscita del film. Senesi però ha cercato di dare al film un’altra forma in controtendenza, ovvero proporre una fretta narrativa eliminando ogni forma di respiro e tempo, eliminando tutto ciò che non fossero informazioni primarie, pause, piani d’ascolto. Il risultato finale era decisamente vicino a ciò che il regista aveva in mente ma successivamente si è però presentato un problema. In una commedia (e Bumba Atomika in parte lo è) ci sono battute e gag che posseggono una struttura interna composta di pause e ritmi, la cui eliminazione porta inevitabilmente alla non riuscita della stessa scena. In extremis si è quindi optato per reintrodurre una minoranza essenziale di pause narrative in modo da mantenere una frenesia visiva e narrativa senza però perdere l’efficacia di determinate sequenze.

SOTTOTESTI OCCULTI: i dialoghi selettivi
Si noterà senz’altro una grossa differenza tra la qualità –o meglio, entità - dei dialoghi del film. Anche qui si è cercato di lavorare nello stesso percorso che muove l’intero film ovvero la dicotomia a quattro. Ogni personaggio ha uno stile e proprietà di linguaggio diversa. Non si tratta di semplice carattere del personaggio (visto poi che i dialoghi sono spesso poco verosimili) ma di costruzione e stile della parola; troviamo così la voce stridula e i dialoghi surreali euforici di Berna B, simili ad un cartoon, quelli filmici Leoniani di Camillo, figli di una sovraesposizione televisiva, quelli da film italiano generazionale di Cin Cin, quelli verosimili ma “recitati” di Luca. Su tutti poi una selva di luoghi comuni così esplicitati da divenire grotteschi.