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Laura Halilovic, la sua famiglia rom ed una lettera a Woody Allen


Laura Halilovic, la sua famiglia rom ed una lettera a Woody Allen
Una regista donna, rom e di soli diciannove anni (seppure aiutata nella sceneggiatura e nella lavorazione dai pi "esperti" Nicola Rondolino e Davide Tosco): basterebbe questo a rendere Io, la mia famiglia rom e Woody Allen un caso. Ma il documentario di Laura Halilovic, al suo esordio, anche un piccolo gioiello di semplicit: la ricerca della propria identit da parte di un adolescente, "frugando" nella storia della propria famiglia, nel suo viaggio dalla Bosnia allItalia e nel passaggio dal nomadismo allo stanziamento (la famiglia di Laura vive oggi in una vera e propria casa, come dei Gag - termine con cui i rom chiamano tutti i "non-rom"). Un documentario da cui emerge forte la matriarcalit della famiglia Halilovic, con le forti personalit della mamma e della nonna. Non solo un documentario su un popolo, ma su figure specifiche che - come spesso accade - rendono pi interessante il lavoro perch creano affezione.

Una ricerca condotta in prima persona dalla regista, che si innamorata del cinema guardando da piccola un film di Woody Allen: nata cos la voglia di scrivergli una lettera, rimasta senza risposta fino alla fine del documentario ma vero "fil rouge" di tutto il lavoro. "Avevo nove anni" ha raccontato Laura Halilovic "quando ho visto Manhattan: non ne ho capito molto, ma sono rimasta incantata da quellomino con gli occhiali che diceva e faceva cose cos fuori dal mio mondo. Da allora non ho pensato che a fare cinema. A 14 anni avevo gi scritto un piccolo soggetto".
Lidea del documentario nata un giorno sullautobus: "Cera una rom rumena, sono saliti alcuni ragazzi e, vedendola, hanno cominciato a spruzzare deodorante tuttintorno e a dire cose offensive di lei. Ho pensato che bisognava fare qualcosa, cercare di fare capire chi siamo, qual la nostra storia". Chiss cosa ne pensa Woody...

03/12/2009, 17:52

Carlo Griseri