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"Non c'è più una Majorette a Villalba": una
storia d'immobilità sociale ed economica


Villalba, provincia di Caltanisetta, 20 Km da Canicattì, il paese si Calogero Vizzini, personaggio che per anni è stato considerato il capo effettivo della mafia siciliana. Questo è il luogo d'ambientazione di "Non c'è più una Majorette a Villalba", documentario di Giuliano ricci, scirtto insieme a Max Luvero. Un luogo surreale, un paese "morto" di 2.000 abitanti, prevalentemente anziani, dove la "piazzetta" è il luogo d'incontro di una realtà sociale legati a certi valori e tradizioni consolidate ma dove appunto non vi è più un giovane, non vi è più economia, come dice il titolo non vi è più una "majorette". Anche la politica sembra abbandonare Villalba, dove una volta vi erano i luoghi d'incontro dei comunisti o dei democristiani oggi c'è desolazione.

L'abile telecamera "nascosta" della troupe di Giuliano Ricci, entra nella vita di un "manipolo" di una società "ferma", immobile, dove le testimonianze riportate sono forti, vere, genuine. Villalba, però non è solo così sperduta, ma racchiude i problemi e le caratteristiche dell’Italia intera, una realtà che presto non esisterà ma che è specchio di ciò che siamo stati, di come i borghi della nostra penisola vivono ed hanno vissuto. Una storia d'immobilità sociale ed economica che sta toccando tutta Italia e che sta facendo scomparire le picole realtà locali destinate a soccombere alla globalizzazione ed al "conformisto" della società moderna...

06/06/2010, 15:15

Simone Pinchiorri