Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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"Io sono con Te": la storia d'amore eterno di Maria di Nazareth


Dietro a un grande uomo c'è sempre una grande donna. E così, dietro all'educazione di Gesù il Nazareno vi è Maria, figlia di pastori, a cui la giovane non impedì di accettare senza alcun timore il dono/compito che il suo Dio volle affidarle. L'amore materno è il leitmotiv di “Io sono con te - La storia della ragazza che ha cambiato il mondo” di Guido Chiesa, in concorso alla 5° edizione del Festival internazionale del film di Roma e in uscita nelle sale italiane in versione doppiata (la versione originale è in arabo) il prossimo 19 novembre 2010 per Bolero Film.

Il regista ha girato in Tunisia perchè apparentemente molto simile alla Palestina di duemila anni fa, e ha sempre avuto in testa un concetto ben chiaro: "Volevo raccontare la radice della più grande delle storie e fare vedere come, se Gesù è arrivato ad essere quello che è stato, lo si deve alla fiducia ottenuta da Maria, che gli ha permesso di incontrare la libertà terrena". Per il ruolo di protagonista è stata scelta Nadia Khlifi, ragazza delle campagne tunisine, alla prima esperienza cinematografica, che colpì Chiesa fin dal primo incontro: "Era perfetta e il fatto che parlasse solo il dialetto del suo paese non è stato affatto un problema. Se le avessi chiesto di recitare in una lingua non sua, avrei perso la spontaneità e la verità di cui avevo bisogno".

In un mercato complesso e talvolta “malato” come il nostro, il film dovrà dimostrare di sapersi guadagnare un suo spazio e un suo pubblico, impresa possibile per il produttore Giovanni Saulini di Magda Film: "Credo che Chiesa abbia saputo raccontare una storia universale con il rispetto verso ogni forma di pensiero e religione, e penso che il pubblico che saprà meglio apprezzare la pellicola sarà di natura femminile". Dello stesso parere è Maurizio Totti della Colorado Film, che in passato aveva già collaborato con il regista: "E' stato un piacere tornare a lavorare con Guido e penso che se dovessimo paragonare il cinema a un mare in cui navigano tutti i tipi di pesci, questo lo dovrebbe fare tranquillamente".

03/11/2010, 18:09

Antonio Capellupo