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"BUMBA ATOMIKA", al Fantafestival il film di Michele Senesi


Unico scopo di vita, l'alcol. Un gruppo di studenti universitari avvinazzati decide di dare una svolta alla propria esistenza, e mette in piedi un commercio di cadaveri per pagarsi le "bevute".



Erika Ferranti in "Bumba Atomika"
"Bumba Atomika" approdato al Fantafestival. Il film di Michele Senesi e della sua banda marchigiana, riesce a convincere i selezionatori di festival grazie alla sua spiccata vena cinefila, ricca di citazioni, di ispirazioni, ma anche carica di quel tentativo esplicito di far saltare il banco. Il merito del film di Senesi proprio quello di provare a fare un'opera prima non auto-biografica (si spera), dove l'Io viene messo in disparte e la voglia di raccontare una storia diversa prende il sopravvento sull'autore. Ma non sulle dinamiche del gruppo.

La storia narra di un gruppo di annoiati ragazzi di provincia che hanno l'alcol come unica ragione di vita e decidono di metter su un commercio di cadaveri per pagarsi il vizio e, soprattutto, per "vivacizzare" la situazione.

E' dunque il vino a fare da protagonista, dando spunto alle interessanti visioni ma anche agli insopportabili dialoghi tra ubriachi, senza senso come solo chi beve sa intavolare.

E qui si notano i limiti di "Bumba Atomika", con gli argomenti e i dialoghi da "gruppo di amici" convinti di essere originali ma che per chi ne fuori sono solamente gi sentiti e inevitabilmente noiosi. Gli interpreti, piuttosto acerbi, inoltre non aiutano lo spettatore a entrare nel meccanismo.

Indovinata l'idea dei filmati proiettati fuori dalle auto in movimento al posto dei panorami. Superflue alcune inquadrature "strane" che fanno tanto cinema orientale ma che poco aggiungono al prodotto.

14/06/2011, 09:47

Stefano Amadio