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I viaggi di Roby

Note di regia di "Tormenti - Film animato"


Note di regia di
Era il 1968. Avevo preso la maturit classica e mi ero appena iscritto allUniversit. Per passione, o forse solo per rimediare qualche soldo, facevo fotografie. Il regista Angelo dAlessandro, dopo averne viste alcune, mi propose di realizzare per la TV dei Ragazzi, una serie di filmati a suo dire innovativi e unici. lEssere umano, esord un giorno, da sempre ha sempre sentito il bisogno di raccontare: prima a voce, intorno al fuoco, poi tramite la pittura, la scrittura, la musica, la fotografia. Con lavvento della cinematografia limmagine ha cominciato a prendere il sopravvento e limmagine filmata, in movimento, coadiuvata dall'avvento del sonoro ne ha pian piano mortificato i contenuti Angelo dAlessandro, tendeva ad esagerare, ma lo faceva un po per stupire e un po per dare forza alle sue parole. Poi continu sempre pi compiaciuto della sua idea: "Voglio restituire alla parola il trono che le compete, utilizzando la tua capacit di cogliere immagini al volo coniugata alla tecnica cinematografica corrente: noi prendiamo una storia per ragazzi. Rasmus e il vagabondo, va benissimo. La sceneggiamo, facendola raccontare da qualcuno, scegliamo gli attori, i posti, la giriamo, la montiamo, la sonorizziamo, la missiamo e la mandiamo in onda - Scusi, lo interruppi rischiando moltissimo, ma questo un film come tutti gli altri! - hai ragione, mi ero scordato di dirti che al posto della macchina da presa mia intenzione utilizzare una macchina fotografica. La tua. - Un fotoromanzo, esclamai scandalizzato, vuole fare un fotoromanzo? - No, nessuno rester mai fermo o in posa. Tu seguirai le azioni e quando lo riterrai opportuno scatterai le foto. Poi le stamperemo belle grandi, e solo a quel punto io le riprender con la macchina da presa, con tutti i movimenti necessari.

Queste furono le FOTOSTORIE" e piacquero perch aveva intuito che ascoltare un buon racconto altrettanto piacevole che leggerlo. E cos, come le illustrazioni di una volta nulla toglievano al testo, altrettanto gradevoli erano le fotografie poi riprese con la macchina da presa. Il tempo passato. Io ho continuato a fare fotografie ma lidea di Angelo dAlessandro mi restata in mente, e cos una decina di anni fa lho recuperata e ho preso a rielaborarla realizzando per lUniversit nella quale lavoro molti filmati. Con Silvia dAmico abbiamo cercato di andare oltre. Abbiamo preso tre film di Luchino Visconti, Senso, Morte a Venezia e il Gattopardo, e utilizzando esclusivamente le foto di scena ne abbiamo ricostruito le storie. Ne venuto fuori un lungometraggio di circa sessanta minuti dal titolo Ricordando in musica, proiettato come sfondo nel corso di una serie di concerti dal vivo sulle note di Bruckner, Mahler e Rota, nei teatri dellOpera di Bari, Nizza e Malaga. Il grande e inaspettato successo di questultimo lavoro mi ha fatto capire che forse avrei potuto far conoscere alla gente altre meraviglie sconosciute, ed ecco che sempre con Silvia dAmico nata lidea di portare alla luce una minima parte dellimmane corredo di disegni che Furio Scarpelli, mio zio, nascondeva. Perch non sostituire i disegni alle fotografie?, mi sono chiesto. Perch non creare una vera storia disegnata, per poi sceneggiarla, girarla, montarla, sonorizzarla, missarla? E spuntata cos lidea di questo film, impresa ambiziosa, ma fattibile, sempre a patto che lo zio non si fosse opposto. In quel periodo, infatti, era molto polemico con il cinema e con la pletora di cinofili, come preferiva definirli, che gli giravano intorno. Per convincerlo stato sufficiente fargli capire che assieme avremmo potuto fare un film diverso da tutti gli altri. "Va bene", disse ancora un po' scettico, "faremo un Film disegnato! La storia gi c', avrebbe dovuto essere una graphic novel che ho in testa da tanto, ma nessuno ci vieta di farla contemporaneamente: Romanzo e film disegnato", concluse finalmente compiaciuto di se stesso. Io non credo che avesse capito del tutto cosa avevo in mente ma, forse per affetto, ha aspettato con ponderata cautela di vedere di cosa stavo parlando. Una volta visionate le numerose prove realizzate, la sua diffidenza si trasformata in cauto entusiasmo, e un giorno inaspettatamente ha concluso laconicamente Si pu fare, aggiungendo: Mi raccomando, per, non un cortometraggio che celebri le tue velleit Io sono stanco di scrivere film, stavolta voglio disegnarne uno nel quale lintensit della storia dovr essere esaltata dai miei disegni. E poi sorridendo nella mia direzione, e dalla tua bravura.

Cos abbiamo cominciato e per cinque anni abbiamo lavorato fianco a fianco. Giacomo, suo figlio, ha scritto insieme a noi la sceneggiatura, e la sua perizia, nonch la sua preparazione filosofica, ci stata di grandissimo aiuto.
La sceneggiatura, in particolare, ci ha portato via molto tempo in quanto gravida di intenti e di idee che andavano via via precisandosi con i disegni. E si dovuto perfezionarla continuamente a posteriori.
Ci voluto molto tempo per portare a termine Tormenti film disegnato, ma non lo avremmo mai potuto realizzare senza l'entusiasmo e la disponibilit di tutti coloro che vi hanno lavorato: il montatore Domenico Talarico, la scenografa Nan Cecchi, il musicista Bruno Moretti. Dalla Produzione (Silvia d'Amico, Osvaldo Menegaz, Alessio Angelucci, Gioia Magrini) ai grafici (Carlos de La Fuente, Sabatino Moccione, Mario Pesce, Paolo De Felice Condemi). Dagli attori (Alba Rohrwacher, Luca Zingaretti, Omero Antonutti, Valerio Mastandrea e Elio Pandolfi) a tutti gli altri che sono veramente tanti per nominarli tutti.
Peccato che lo zio non abbia potuto vedere n il suo libro n il suo ultimo non-film: il 28 aprile 2009 alle dieci in punto, mi ha chiamato: "Vedete come siete fatti", ha esordito, e poi "io sto lavorando su l'ultimo disegno, mentre voi non fate un cacchio!", poi con la sua voce dolce ma pur sempre ironica, "scherzavo, quando passi?" "Stasera", ho risposto, "Giacomo per a Modena, verr domani". "Vi aspetto", ha concluso. Ma non ci ha aspettato.

Filiberto Scarpelli