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"Passannante", insolita docu-fiction
per una figura storica controversa


E' un film insolito "Passannante". L'opera prima di Sergio Colabona, dedicata a un personaggio storico controverso e mai dimenticato come il patriota che nel 1878 cerc di uccidere (ma sar poi stato vero?) il re d'Italia Umberto I, un curioso, intelligente e insolito esperimento a met strada tra film in costume, documentario e un "qualcosa" di non meglio definibile... Tutto poco chiaro, a parole: e invece sullo schermo il film scorre senza alcun problema, la principale qualit dell'operazione-Passannante proprio quella di riuscire a mescolare i diversi linguaggi in un modo incredibilmente fluido, funzionale e funzionante.

Dal punto di vista storico Passannante interpretato da Fabio Troiano, un po' sopra le righe nella sua interpretazione ma decisamente il "migliore in campo": gli altri attori si sono affidati a una recitazione troppo intensa e "teatrale" (se questo termine ha un senso) che rende il tutto molto freddo e austero.

La parte documentaria invece - oltre che la pi consistente in termini di minutaggio - quella pi riuscita. Si basa sulle vicende (vere e qui ricostruite) che hanno portato l'attore Ulderico Pesce e il cantante Andrea Satta dei Tetes de Bois a battersi negli anni scorsi affinch ai resti di Passannante, esposti per un secolo nel Museo Criminologico di Roma, venisse data degna sepoltura. Condannato inizialmente a morte, il "potenziale regicida" era stato infatti graziato e condannato all'ergastolo. Dopo aver scontato la pena in condizioni inumane, praticamente sepolto vivo, alla morte il re decise di far esporre il suo cervello (seguendo le folli teorie lombrosiane allora in voga) per il bene della scienza...

La storia (vera) dice che nel 2007 questa vicenda giunta al termine, e il film di Colabona ci racconta i passaggi pi salienti. Straordinaria la presenza scenica (nonch gli inserti meta-narrativi dai suoi spettacoli) di Ulderico Pesce, che da anni porta nelle piazze e sui palchi il suo "Il cervello di Passannante", meno azzeccati i siparietti comici stile-Bagaglino negli uffici ministeriali (va bene cercare di alleggerire il tono, ma qui si sfiora il ridicolo senza motivo).

Un film meritevole di attenzione e di approfondimento (nonostante i difetti, comunque presenti), uscito in sordina nelle sale in estate e - finora - lontano dalla distribuzione in dvd.

03/11/2011, 09:10

Carlo Griseri