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IL SAPORE DEL GRANO - Una riscoperta italiana dagli ‘80


Il film di Gianni Da Campo proposto da Mix in collaborazione con il Milano Film Festival 2012 (12-23 settembre)


IL SAPORE DEL GRANO - Una riscoperta italiana dagli ‘80
“Il sapore del grano” č un film misconosciuto del 1986, firmato da Gianni Da Campo e riscoperto dal Milano Film Festival (che lo “offre” in anteprima a Mix 2012) per la retrospettiva “Italia 80. Quando la televisione provň a mangiarsi il cinema”, nata - spiegano i direttori Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini - per raccontare un decennio in cui “il sistema cinema ha dovuto fare i conti con la televisione commerciale”.

Un film piccolo quello di Da Campo, girato con pochi attori e pochi mezzi (ma presentato a alla Mostra di Venezia), ma che ha al suo centro il tema dell’identitŕ sessuale, che qui va pericolosamente a scontrarsi con la (potenziale) pedofilia.

Lorenzo č un giovane supplente, ancora studente universitario a Venezia ma fortunato nell’ottenere una sostituzione annuale in una scuola media di paese. Il suo approccio č poco convenzionale e un po’ malvisto dal preside (che gli contesta di aver usato con gli alunni il “brutale” termine “partorire” invece del piů consono “comperare un bambino”, o di leggere loro un libro di Vitaliano Brancati, all’indice per i buoni cattolici...).

Solo, in una terra rurale che gli č estranea, Lorenzo instaura con uno dei suoi alunni, Duilio, un rapporto speciale che sembra il preludio a qualcosa di piů, e di peggio. E’ l’opinione almeno della madre del bambino, che forse ha capito il “professore” meglio di quanto non abbia fatto lui stesso...

Reperto interessante di un cinema non cosě lontano nel tempo come potrebbe sembrare, “Il sapore del grano” - al tempo vietato ai minori di 14 anni, anche per alcune scene disinibite tra Lorenzo e la sua amante - prova a collocarsi nella parte iniziale nello stesso “campo da gioco” di un capolavoro come “Diario di un maestro” di De Seta, con alcune cadute successive perň da commediaccia di serie B (le citate e pretestuose scene “osé”).

Lo spessore emotivo del ruolo del giovane professore, combattuto tra i suoi sentimenti, uomo-oggetto di una donna che ama (o crede di amare) e ammirato - anche troppo - dal suo studente preferito avrebbe avuto bisogno poi di un attore decisamente piů capace ed espressivo di Lorenzo Lena, belloccio e nulla piů.

26/06/2012, 09:00

Carlo Griseri