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Giovanni Cioni e il "Cantiere del Documentario"


Giovanni Cioni, autore di “In Purgatorio”, che racconta la sua esperienza nei "Cantieri del Documentario"


Giovanni Cioni e il
Puoi spiegarci esattamente che cosa è un “Cantiere del Documentario” e come funziona? A chi è rivolto?
Giovanni Cioni
: Un cantiere è un luogo, un luogo d'incontro intorno a un progetto in corso, dove si parla del percorso lavorativo di un progetto, o di un film terminato, le questioni creative, di scrittura, di realizzazione, che si affrontano, le strategie di produzioni adottate. Dunque è un tavolo aperto, dove confrontarsi anche sulle difficoltà, i dubbi, gli errori. Il cantiere significa condividere la fase di elaborazione del film, o del progetto, che l'autore presenta.
Il cantiere si rivolge a chi è interessato al cinema del reale, come spettatore, come studente, o a chi fa film, e si trova confrontato alle stesse domande. Anche perchè la ricchezza del cosidetto cinema del reale sta proprio nel fatto che la sua scrittura sia legata all'esperienza del film, all'esperienza dell'incontro con il reale, con i suoi protagonisti.

Come è nata l’idea dei Cantieri e come si svilupperà nel futuro questo nuova tipologia di formazione di un pubblico sul documentario?
Giovanni Cioni
: L'idea appunto è nata dal bisogno di condividere esperienze, perchè spesso ogni autore è solo con il proprio progetto, e nello scambio può arricchirsi, anche superare difficoltà. Questa è una delle ragioni di esistere di Documentaristi anonimi. I cantieri si svilupperanno, anche perchè sono un'esperienza unica nel suo genere, e che sta suscitando interesse non solo in Toscana. Finora li abbiamo svolti presso la biblioteca di Mediateca Toscana a Firenze, ma intendiamo svolgerli a Pisa, a Livorno,i Documentaristi di Emilia Romagna ci hanno invitati al Festival di Bellaria, venerdi e siamo a Bologna...

Che cosa significa per un autore tenere un Cantiere? Tu hai trovato degli aspetti positivi per il tuo lavoro di cineasta?
Giovanni Cioni
: Per un autore la difficoltà è di mettersi in gioco, appunto in un momento di lavorazione dove ci si può sentire fragili ed incerti rispetto al progetto in corso. Ma bisogna accettare la regola del gioco condivisa e con sincerità anche farne un banco di prova. Perchè vedere le bozze del proprio lavoro con gli occhi degli altri, attraverso le loro domande, aiuta a capire meglio quello che stiamo cercando. Prsonalmente è un'esperienza incoraggiante per l'autore.

Se una scuola, un' associazione, un gruppo di persone vogliono richiedere un Cantiere che cosa devono fare? Come possono instaurare una collaborazione di questo tipo con i Documentaristi Anonimi?
Giovanni Cioni
: A Bellaria c'era stata anche l'esperienza interessante di fare un cantiere, su un progetto di documentario nel porto di Ravenna, con una classe di prima media. I cantieri sono un lavoro in corso, dunque anche aperto a tutte le proposte. Basta farcele avere.

01/07/2012, 09:00

Duccio Ricciardelli