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IN UTERO SREBRENICA - Un'opera sulla memoria e la maternità


Il documentario di Giuseppe Carrieri sul massacro di Srebrenica del 1995 è un'opera universale su più piani narrativi.


IN UTERO SREBRENICA - Un'opera sulla memoria e la maternità
Il massacro di Srebrenica, compiuto ai danni dei musulmani bosniaci nel luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić con l'aiuto dei gruppi paramilitari guidati da Arkan, è stato uno dei più grandi genocidi e crimini di guerra dell'intera storia. Le fonti ufficiali ripotano che le vittime del massacro furono 8.372, sebbene alcune associazioni per gli scomparsi e le famiglie delle vittime affermino che furono oltre 10.000. Grazie al test del DNA, sono state identificate 6.414 vittime, mentre migliaia di altre salme esumate dalle fosse comuni attendono ancora di essere identificate.

Questa storia è riporata alla "memoria" dal documentario "In Utero Srebrenica" di Giuseppe Carrieri, giovane regista napoletano con alle spalle già un'intensa carriera di autore e produttore indipendente. Lo stile di Carrieri è molto particolare e si inserisce in una tipologia di documentario molto vicino a quella di Antonio Martino, Andrea Segre, Stefano Savona, autori che riescono a raccontare la cronaca in stile cinematografico.

"In Utero Srebrenica" è un'opera di ricerca della verità ed al contempo un film corale, a più voci, dove il racconto delle donne sopravvissute al massacro dei loro figli e mariti si interseca a quello dei medici legali. E' un documentario lontano dal classico reportage, un film sul ricordo, sulla memoria, sulla "maternità" di un gruppo di donne alle quali sono stati "strappati" i figli dal loro utero. Carrieri realizza, così, un'opera universale su più piani narrativi, che coinvolge e fa riflettere lo spettatore.

16/04/2013, 19:05

Simone Pinchiorri