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BFF STORY - Luigi Barberini


Cinemaitaliano.info ripercorre la storia della manifestazione dando voce ad una serie di personaggi che hanno lasciato il segno.


BFF STORY - Luigi Barberini
Luigi Barberini, negli anni '80 alla guida della locale Azienda di Soggiorno, fu il primo ad avere l'idea di un festival del cinema a Bellaria.

Come nasce l'idea del festival?
Era la fine di luglio del 1983. L’Azienda di Soggiorno cercava una manifestazione che portasse “mondanità” a Bellaria Igea Marina, e dopo un incontro con amici romani del mondo dello spettacolo si pensò di organizzare, con la consulenza di Ettore Zocaro, un week-end proiettando cinque film alla presenza degli attori protagonisti.
Morando Morandini, che è da ritenersi il padre fondatore della manifestazione, l'anno successivo, il 1984, si vede affidare la direzione artistica, “allargata” a Zocaro e a Gianni Volpi.
Il Festival si caratterizzò subito per l'attenzione verso il cinema indipendente, povero di mezzi e ricco di idee, alla ricerca e alla scoperta di nuovi talenti del cinema italiano.
La vera svolta si ha con l’ingresso di Enrico Ghezzi in sostituzione di Zocaro dal 1985: indimenticabile quella edizione, in particolare le proiezioni all’Arena Italia. Silvano Bussotti al piano prima delle proiezioni, sala strapiena con spettatori seduti nel corridoio centrale. Sembravano gli anni d’oro del cineforum.

Quali furono gli ostacoli principali?
Il principale ostacolo fu la diatriba fra “cultura e turismo”. Gli albergatori sostenevano che l'iniziativa era prettamente culturale e l'Azienda di Soggiorno doveva organizzare eventi di promozione turistica!
Questa polemica è proseguita anche quando l'Amministrazione Comunale ha fatto proprio il festival. Ma nonostante la “forza” di questi operatori il festival ha resistito.

In poco tempo il BFF diventò un faro per il cinema indipendente italiano: come è stato possibile?
Con Morando Morandini, Gianni Volpi ed Enrico Ghezzi, il BFF ha accresciuto e consolidato il proprio ruolo diventando una delle più autorevoli manifestazioni cinematografiche italiane. La “triade” ha intercettato la creatività delle anime di riferimento della produzione indipendente: la torinese, la milanese, la romana e successivamente il sud.
Il nostro segreto? I giovani registi erano protagonisti del festival; le opere in concorso venivano proiettate in prima serata e nelle fasce orarie migliori.
Inoltre, altro protagonista, se non il più importante, era il “clima” del festival. Qui ci si incontrava, si discuteva, si scambiavano esperienze, si sono create amicizie che hanno durato e durano nel tempo.

30/05/2013, 09:00

Carlo Griseri