Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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COME L'ABETE... - Intervista a Monika Crha e Angelo Santovito


COME L'ABETE... - Intervista a Monika Crha e Angelo Santovito
"Come l'Abete, Sapiente delle Cose dall'Alto" di Monika Crha e Angelo Santovito è in concorso a Cinemambiente 2013: i due registi sono stati ospiti per un'intervista durante lo speciale che su Radio Banda Larga conduciamo quotidianamente in diretta dal festival.

"Il nostro documentario - ha spiegato Angelo Santovito - nasce da un'iniziativa dell'INEA - Istituto Nazionale di Economia Agraria che ha proposto la digitalizzazione del Codice Forestale della millenaria Comunità Monastica Camaldolese. Circa 45.000 documenti scritti in 8 secoli e mezzo dai monaci sulla gestione della loro foresta, su cui hanno scritto la loro storia".

"Il titolo - ha raccontato Monika Crha - viene dalle sette virtù contemplate nelle regole dell'ordine, ognuna delle quali è collegata a un albero. L'abete bianco è il più alto, il più dritto della foresta, e conosce i segreti dell'Altissimo perché è il più vicino al cielo: bisogna prendere esempio da lui, essere "dritti", morigerati, per seguire il suo volere. Sono anche alberi molto belli, per ogni nuovo monaco loro piantano un nuovo abete che sia simbolo della sua vita monastica, e con quell'albero tu crescevi e ti elevavi spiritualmente".

"Per me - ha proseguito Monika Crha - è stato il primo approccio verso questi argomenti e ne sono rimasta conquistata. Ho visto documentari molto belli, e questo mi spinge a cercare nuovi temi da affrontare".

"Con questo lavoro abbiamo fatto esordire la nostra casa di produzione, la Film Rouge", ha detto Santovito. "Come direttore della fotografia ho già raccontato argomenti di questo tipo, ma questo lavoro per noi è un inizio importante. L'idea del documentario è nata nell'estate del 2010, da allora abbiamo fatto la ricerca con l'INEA, e grazie a loro abbiamo avuto la possibilità di entrare nel monastero, nell'eremo con le telecamere, e siamo stati gli unici ad averlo mai fatto. La cosa più positiva che mi è rimasta, oltre alla consapevolezza che tagliare gli alberi, nel modo giusto, è vitale per la sopravvivenza delle foreste, è che i monaci sono degli uomini come noi, hanno necessità e voglia di comunicare con l'esterno, sono molto sapienti e conoscerli per me è stato molto significativo".

"Questo documentario mi ha cambiato", ha concluso Monika Crha. "Il nostro entusiasmo nel voler documentare era sempre molto alto, ma abbiamo mediato con la loro moderazione, con i loro tempi. Per me tornare da loro ora è come andare dai miei nonni, il percorso fatto insieme mi ha molto cambiato, mi ha messo in contatto con me stessa, non dimenticherò mai questa esperienza".

05/06/2013, 10:00

Carlo Griseri