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Levante Film Fest, 35 opere al via


Levante Film Fest, 35 opere al via
Sono stati centoventi i lavori, tra corti, lungometraggi e documentari, che hanno chiesto di partecipare alla selezione per gli Award dell’11esima edizione Levante Film Fest, a Bari e in contemporanea a Roma, dal 3 al 7 dicembre 2013.

Trentacinque in totale le opere selezionate e di queste una anteprima (dalla Svizzera “Always playing” di Mohammed Soudani), 16 anteprime nazionali (“Sospese” di Valerio Orsolini, Italia; “Pharmakon” di Joni Shanaj, Albania; “Reacciones adversas“ di David Michan Hernandez, Messico; “Koan of Spring“ di Lou Ma Ho, France / South Korea / Vietnam; “Meth head“ di Jane Clark, USA; “Eastalgia” di Daria Onyshchenko, Germania; “L'acqua di Marco” di Andrea Cramarossa, Italia; “The Puritans” di Sean Robinson, USA; “Kako sam ostao bez krila” di Ivan Tasic, Serbia/Montenegro; “Ratovi” di Ivan Bakrac, Serbia/Montenegro; “Stolen Light” di Riccardo Sai, Gran Bretagna; “Global tides” di Linda Brieda, USA;”Heaven’s Mirror A Portuguese Voyage” di Abuela Luna Pictures, USA; “Bread & Iron” di Dareen Hasan, Olanda; “Redemption” di Matthew ONeill e Jon Alpert, USA; “Secret Life, Secret Death” di Genevieve Davis, USA) e 2 europee (“Amok” di Käthe Niemeyer, Germania e “SAVING 10,000 Winning a War on Suicide in Japan” di Rene Duignan, Giappone) divise, come consueto nelle tre macro-categorie: Custom (Lungometraggi), Experience (Corti o sperimentali), Investigation (documentari).

Gli altri titoli selezionati sono gli italiani “Fuorigioco” di Carlo Benso e “Tre giorni dopo” di Daniele Grassetti che con “White Tiger” di Karen Shakhnazarov (Russia) completano la sezione Custom.

Ancora italiani per la sezione piů sperimentativa Experience: Jerry D'Aquino e il suo “Amir”, "La Storia di Sonia" di Lorenzo Guarnieri, “Io donna” di Pino Quartullo, “At 7 o’ cloth (L’uomo che cuce il tempo)” di Ezio Azzollini e Lucia Perrucci, “La ricotta e il caffč” di Sebastiano Rizzo con le opere “Kayip” di Mete Sozer (Belgium, Turchia / USA), “The Firebird” di Antonis Tsonis (Australia), “Lullaby” di Luke Sullivan (Gran Bretagna) e “The long way down” di Yasser Howaidy dagli Emirati Arabi.

Si chiude infine con la sezione documentaristica Investigation e altri tre nomi italiani tra cui Aureliano Amadei e il suo “Il leone di Orvieto”, “Hobohemia di Sandro Bozzolo e “A Mao e A Luva” di Roberto Orazi.

21/10/2013, 10:07