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[email protected] 2013 - CAMINANTE - La periferia marginale


Al festival emiliano il documentario di Di Martino, Portuesi e Valvo


ViaEmili@DocFest 2013 - CAMINANTE - La periferia marginale
Il documentario "Caminante" per la co-regia di Francesco Di Martino, Giuseppe Portuesi e Francesco Valvo è un interessante reportage sui nomadi che vivono da oltre 60 anni a Noto, in Sicilia. Prodotto dalla frameOff, è un ritratto di una comunità complessa e variegata, girato nel corso di due anni di riprese. Il film si muove tra il registro dell’osservazione e l’uso dell’intervista, trovando un equilibrio registico compatto ed efficace.

Siamo nell’ambiente di una Sicilia “pre – urbana”, ci avviciniamo ad un territorio di periferia nel quale questo gruppo di nomadi conserva le proprie tradizioni e le difende da un urbanizzazione disordinata e caotica. Il film racconta i gesti, le festività e a la quotidianità dei Caminanti, riuscendo ad accedere alla vita difficile di questo popolo ed marginato dalla società italiana. Procedendo attraverso ritratti e capitoli separati da dissolvenze a nero con immagini girate a spalla, usa un approccio molto vicino al reportage sociale e si fa apprezzare anche per la scelta musicale dei pezzi di violino, eseguiti da Giovanni Fiderio. Il montaggio molto veloce e vivace alterna momenti di parola a piani di osservazione fotografica che lasciano al suono la narrazione della gestualità.

"Caminante" è un opera antropologica secca e decisa che non lascia spazio al giudizio morale sul popolo ritratto ma ne mostra semplicemente la marginalità dignitosa e fiera. E’ un mondo a parte quello dei nomadi di Noto, tra funerali maestosi, balli di comunità e riti antichi che sopravvivono nonostante la civiltà moderna cerchi di reprimerli e di relegarli ai margini della civilizzazione. I Caminanti nel film vengono ritratti principalmente in due momenti di intensa poesia; il rito del battesimo collettivo in chiesa e il rapporto intimo dei nomadi con i morti. Il cimitero diventa un vero e proprio luogo dove si fa socialità, ci si scambiano storie e si rimane in contatto con il defunto, celebrandolo e ricordandolo tutti insieme. I registi riescono a cogliere bene anche il momento dello sgombero delle baracche del quartiere nomade di Noto e la rabbia delle famiglie costrette a lasciare le propie abitazioni. Allo scontro tra il Comune della città e i Caminanti cerca di mediare Corrado Bonfanti, nomade che decide di candidarsi alla poltrona di Sindaco, per difendere i diritti del proprio popolo. Il film si conclude con una bella scena di fuochi di artificio, dove il suono le immagini e i volti dei Camminanti si uniscono in un momento lirico e commovente. Gli occhi sono tutti al cielo a guardare i colori splendidi dei giochi pirotecnici ma quale sarà poi il futuro di questo popolo dimenticato?

10/11/2013, 09:00

Duccio Ricciardelli