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ROMA 8 - Apre "L'Ultima Ruota del Carro"


Giovanni Veronesi ed Elio Germano inaugurano, fuori concorso, l'ottava edizione del Festival di Roma. Un film solo apparentemente di facile lettura


ROMA 8 - Apre
Alessandra Mastronardi ed Elio Germano in "L'Ultima Ruota del Carro"
È sicuramente coraggioso Giovanni Veronesi a voler raccontare la storia de "L’Ultima ruota del Carro". Per un personaggio di così poco spessore e con una vita vissuta sempre di riflesso, magnificamente interpretato da Elio Germano, riuscire a creare un filo conduttore che superi la soglia di una vita vissuta nell'assoluta normalità finisce per essere un’impresa. E Veronesi riesce a compierla. Ma...

Ernesto ha una vita qualunque e l’unico interesse che può suscitare è il suo punto di vista normale, il vivere ai margini delle vicende che, passo dopo passo, attraversano la sua vita e quella del nostro paese. Un Forrest Gump del quale seguiamo le vicende non attraverso i racconti ma in una serie di episodi; dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro nel 1978, fino alla parabola dei socialisti lungo tutti gli anni 80, finendo con l’avvento di Berlusconi.
Il limite che si percepisce è proprio questa episodicità degli eventi che non conducono la storia da nessuna parte. Sono solo funzionali alla definizione del carattere del protagonista e, proprio per questo, forse, l’operazione potrebbe non avere il sapore giusto.

La panoramica lunga 40 anni sul nostro paese, potrebbe risultare sfilacciata e neanche un finale, inno alla vita semplice e onesta, non appare sufficiente a dare un senso più profondo al film. Bisogna rifletterci troppo per arrivare a dargli un senso; non che sia un male, anzi, ma forse, di questi tempi è un tipo di cinema che appare limitato.

"L’Ultima ruota del Carro" ha la ventura di essere ambientato a Roma, e gli interpreti scelti da Veronesi, oltre all’ottimo Elio Germano, riescono a sostenere le singole scene, strappando risate molto legate al dialetto, all’ignoranza dei personaggi romaneschi e a una filosofia di vita da sempre sinonimo di meschinità. Ricky Memphis con le sue battute coatte e fulminanti, Maurizio Battista becero, approfittatore ma brillante e acuto, sono, insieme a tutto il gruppo familiare, le colonne di questa romanità che è sempre in grado di far ridere l’Italia unita.

08/11/2013, 15:57

Stefano Amadio