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FRANCO BATTIATO - "L'Atto Creativo" al Centro Sperimentale


Reduce dal suo ultimo lavoro discografico intitolato "Del suo veloce volo" Franco Battiato ha incontrato gli studenti del Centro Sperimentale


FRANCO BATTIATO -
Franco Battiato al CSC di Roma
Un incontro interessante, quello con il regista Franco Battiato, nell'ambito della manifestazione "L'atto creativo" diretta da Flavio de Bernardis. Nell'affrontare un argomento così versatile nel panorama artistico come quello riguardante la creatività, il cantautore siciliano ha affermato che esiste una stretta connessione tra le varie arti, come nel caso della musica con il cinema: "La musica se si presta al servizio delle immagini può essere un valido integratore. Io sono a favore della musica per i film e credo che entrambi al 50% diano il proprio contributo alla realizzazione del progetto finale. Mi è capitato di avere diverse proposte per la realizzazione di musiche nel cinema, ma il più delle volte ho rinunciato. Una volta mi proposero 400.000 euro per un film sui vampiri, ma rifiutai perché non ero affatto interessato a generi di quel tipo".

Riguardo il lavoro sul suono, musicale e non, soprattutto in riferimento alle recenti innovazioni tecnologiche e, nello specifico, digitali, Battiato ha detto:" Ogni suono deve avere una dimensione di comunicazione. Se vedo un film devo uscire dal cinema o sbellicandomi dalle risate o avendo imparato qualcosa. Se il suono supera la dimensione comunicativa e diventa solo un mero rumore, fastidioso spesso, non ha senso, è inutile che ci vado". Parlando in senso stretto della rivoluzione digitale, ha proseguito: "Il linguaggio è quello che conta. Deve trasformarsi in azione fisica ma linguaggio significa comunicazione. Ci sono persone che preferiscono generi come, ad esempio, la soap opera, che affronta sempre tematiche come la gelosia, i tradimenti... e a me non interessano. Dunque il linguaggio è una comunicazione che l'artista deve dare a quello che ha scoperto come essere umano e scoprire quali sono i problemi della trasformazione. Il 90% delle produzioni cinematografiche è una vera e propria spazzatura a livello tecnico".

Il musicista poi ha aperto una parentesi molto curiosa sulla riproducibilità della musica: "Non ho mai frequentato discoteche. Per molti è un luogo necessario in quanto temono di riconoscersi e quindi si ritrovano ad annullarsi in una specie di ottundimento. Invece ognuno deve avere il coraggio di guardare dentro di sé". Nel corso del dibattito, il cantautore ha parlato del suo nuovo progetto cinematografico, "Attraversando il bardo":"Mi è stata commissionata la realizzazione di un documentario sulla morte. Il 30 novembre partirò per Katmandu e raggiungerò un monastero nel quale realizzerò una serie di interviste ad alcuni monaci tibetani. Sono gli unici che, con le loro teorie, sanno descrivere alla perfezione cosa c'è dopo la morte. E a volte, leggendo i loro libri, mi chiedo: 'Ma come si fa ad essere atei?'. Ecco da dove nasce il mio disprezzo per il mondo della scienza e della fisica quantistica".
Una considerazione molto interessante è stata quella sul concetto di atto creativo: "L'atto creativo deriva dall'ispirazione, è qualcosa di subordinato rispetto alle energie che lo trascendono. Non sempre però l'atto creativo dev'essere per forza consumato. Io negli anni '70 facevo musica che nessuno consumava e, nonostante ciò, è stata quella che ha influenzato di più la cultura italiana degli ultimi cinquant'anni".

27/11/2013, 17:39

Margherita Pucello