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Successo per il "Flashmob, IL CINEMA E’ QUI!"


Successo per il
Un grande successo! L’originale iniziativa del "Flashmob, IL CINEMA E’ QUI!", proposta nella giornata di ieri da parte del Festival del Cinema di Spello ha riscontrato una grandissima partecipazione di adulti e bambini che hanno popolato la piazza del Borgo di Spello, recentemente tirata a lucido e fortemente accattivante con la sua nuovissima pavimentazione ed impostazione.
La Porta Consolare con la sua Torre con l’ulivo è stata dunque la cornice ideale per questo evento, che ha rappresentato l’anteprima della quarta edizione della rassegna cinematografica spellana che da quest’anno diventa di una settimana: dal 28 febbraio all’8 marzo.

"Siamo contenti per questa grande partecipazione" – ha esternato entusiasta Donatella Cocchini, la Presidente del Festival del Cinema –, "vuol dire che la nostra manifestazione si sta ritagliando uno spazio importante e confidiamo che questo entusiasmo si manifesti anche in occasione del Festival vero e proprio per il quale stiamo ultimando un programma di livello davvero assoluto con grandi e qualitative novità. Siamo contenti anche della collaborazione con Dot Radio" – ha detto ancora la Cocchini – "che ha curato direi alla perfezione la diretta dell’evento; è un’emittente giovane come il nostro Festival e potrebbe essere interessante per entrambi intensificare il sostegno reciproco".

Tra le iniziative di qualità dell’ormai prossimo Festival la mostra “Siamo Donne” dove gli abiti dei grandi stilisti raccontano le donne del cinema, nata da un’idea dello storico del costume Luciano Lapadula e del suo collega e stilista Vito Antonio che Spello ospiterà a Palazzo Comunale ribattezzato per l’occasione ‘Palazzo del Cinema’.
Una mostra che vuole mettere in luce le mille sfaccettature del delicato universo femminile, delineando i processi attraverso i quali l’abito della Star possa divenire iconograficamente rilevante al punto da trasmutarsi in un fenomeno di moda. E’ anche tuttavia più sottile il fine dell’esposizione, oltre a poter ammirare le creazioni di grandi stilisti, vuole essere ricordato tutto ciò che l’abito della Diva ha ostentato o mimetizzato: animo, gioie, dolori, vite di donne comuni prima che di stelle del cinema.
Il titolo scelto per la mostra, “Siamo Donne”, è non a caso omonimo del celebre “film collettivo” del 1952, all’interno del quale si raccontano quattro episodi della vita di altrettante attrici da un punto di vista intimo e insubordinato al ruolo di diva del cinema.
Donne come tante dunque, amanti, madri, lavoratrici imprigionate spesso nel ruolo iconografico che si sono costruite attraverso una moda in celluloide. L’abito in oggetto diviene quindi un “habitus” che è simulacro di identità celate e bisognose di apparire più dello scintillante involucro stesso.
Gli abiti e gli accessori esposti appartengono alla collezione museale Lapadula Lerari.

11/01/2015, 18:14