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A Ravenna la rassegna "Per non morire di gioco d'azzardo"


A Ravenna la rassegna
A Ravenna dall'11 al 14 febbraio 2015, presso la Casa Circondariale, il Palazzo del Cinema e dei Congressi Largo, il Teatro Rasi ed il VulKano, si terrà la rassegna "Per non morire di gioco d'’azzardo", un percorso interdisciplinare tra documentario, teatro, approfondimento e inchiesta giornalistica incentrato sul tema del gioco d’azzardo.

Il gioco d’azzardo è la terza industria per fatturato in Italia, dopo ENI e Fiat, fortemente caratterizzato da infiltrazioni mafiose.
Il gioco d’azzardo è promosso dallo Stato, attraverso un’infinità di lotterie, slot-machine, gratta e vinci, poker on line, ecc. La dipendenza da gioco d’azzardo è un dramma psicologico individuale; presenta conseguenze gravi e allarmanti a livello sociale e ormai coinvolge centinaia di migliaia di persone di tutte le età. Il nostro Paese è tristemente in testa nel mondo in quello che è il più alienante, ipnotizzante e pericoloso fra i giochi d’azzardo: la slot-machine. Inoltre una buona fetta di slot-machine è gestita direttamente o indirettamente dalla criminalità organizzata, che vanta potenti lobby in Parlamento, come tante inchieste stanno testimoniando. Il gioco d’azzardo ha assunto le caratteristiche di una vera e propria emergenza, con costi sociali che superano gli introiti per lo Stato e che gravano enormemente anche sull’economia delle famiglie. In Emilia Romagna si assiste a una crescita costante della spesa per il gioco d’azzardo, seconda regione in Italia dopo la Lombardia, e ad un allarmante incremento del rischio da parte degli adolescenti.

Queste quattro giornate di riflessione, tra proiezioni di documentari, incontri, spettacoli e un convegno, con la partecipazione di artisti, giornalisti e studiosi, vogliono essere un contributo al contrasto della diffusione di questo fenomeno.

Questi i documentari proiettati: "Game Over" di Fabrizio Varesco, Rifiutati dalla sorte e dagli uomini di Vieri Brini e Emanuele Policante e "All in" di Annalisa Bertasi e Chiara Pracucci.

08/02/2015, 10:00