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"Montedoro" in anteprima mondiale all'Atlanta Film Festival



Una scena del film "Montedoro"
Sarà l’Atlanta Film Festival ad ospitare l’anteprima mondiale di "Montedoro", il film lungometraggio opera prima del regista italiano Antonello Faretta in concorso nella sezione Narrative Features alla 39^ edizione del prestigioso festival americano.

Dopo una lunga fase di preparazione e di lavoro sul campo - durata quasi sette anni tra scrittura, riprese e postproduzione - il prossimo 28 marzo "Montedoro", unico lungometraggio italiano in concorso, sarà proiettato alle 2.30pm al Plaza Theatre di Atlanta, uno dei più antichi cinema degli Stati Uniti. Alla proiezione interverranno l’autore del film Antonello Faretta e la protagonista Pia Marie Mann.

Prodotto dal Noeltan Film Studio - in collaborazione con Todos Contentos Y Yo Tambien, Rattapallax Films Usa, Astrolabio Brazil, Regione Basilicata e Unione Europea e con il supporto di Lucana Film Commission, APT Basilicata e Craco Society - il film è ambientato e girato interamente nella città fantasma di Craco (in Basilicata, nel sud Italia, già sito tutelato dal World Monuments Fund), tra i Calanchi di Aliano e a Matera, la Città dei Sassi da pochi mesi proclamata Capitale della Cultura Europea per il 2019.

"Montedoro" è ispirato alla storia vera di Pia Marie Mann, una donna italo-americana nata proprio a Craco e data in adozione all’età di quattro anni a una famiglia newyorchese. Il film racconta il viaggio di questa donna tra due mondi: gli Stati Uniti e un’Italia arcaica e magica del sud. Un viaggio che, attraverso la ricerca della propria identità personale, diventa un viaggio di ricostruzione di un’identità collettiva oramai estinta. La protagonista muovendosi sulle tracce della propria madre biologica va inconsapevolmente alla ricerca della propria Madre Patria.

"Montedoro è nato da fuochi, urgenze e incontri" - dichiara il regista Antonello Faretta -. "La fiamma principale è stata un luogo, Craco appunto, che ritengo essere protagonista quanto Pia nel film. Un posto fortemente metaforico: abbandonato in seguito ad una lenta frana che ha avuto il culmine nel 1963, questo luogo incantato un po' alla volta è diventato per me simbolico di un disagio e una frustrazione che vivo come cittadino di questo mondo, annichilito dalla stanchezza e dall’impotenza di fronte ai tempi catastrofici che stiamo vivendo. In mezzo a questo disagio ho incontrato, per un vero e proprio caso, Pia Marie Mann, una donna coraggiosa sospesa tra due mondi, tra una vita e un’altra".

11/03/2015, 14:11