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Note di regia di "Una Grande Famiglia - Terza Serie"


Note di regia di
Quando mi hanno proposto la regia della terza serie di Una Grande Famiglia il primo impulso, sinceramente, è stato quello di scappare. Mi sembrava impossibile portare qualcosa di mio in una serie così avviata, rodata e con una personalità già ben definita. Dopo aver letto le nuove sceneggiature riflettuto e discusso con i Produttori, ho capito che la serie avrebbe potuto avere un nuovo andamento, un nuovo respiro e ho deciso di accettare la sfida. Fare di Una Grande Famiglia una serie mia, nuova e senza tradirne lo spirito. Una caratteristica di questa serie è quella di avere un cast d’eccezione. Quindi ho cominciato incontrando singolarmente tutti gli attori, tentando di stabilire con ognuno di loro sintonia e complicità. Ho anche tentato di “rubare” qualche segreto di famiglia... e credo di esserci riuscito... Una famiglia numerosa quella dei Rengoni ed è molto importante capire la psicologia di ognuno di loro e conoscere il bagaglio di esperienze che si portano dal passato. Perché girando tutte e otto le puntate contemporaneamente devi avere sempre presente il quadro completo del personaggio che spesso cambia nel corso del tempo. Non avendo poi questa serie puntate tematiche, la cosa è stata ancora più complicata. L’andamento di questo nuovo capitolo è diverso dal precedente. Meno mistery, più romantico, con nuove storie e nuovi personaggi che arrivano in modo dirompente a intrecciarsi alle vicende della famiglia. Sono molto soddisfatto del tono e dell’immagine ottenuti, grazie anche alla fotografia di Alessio Gelsini, calda ed elegante. Ho voluto una colonna sonora dal maestro Pier Nicola di Muro, che fosse più dolce e lieve rispetto al passato, e l’abbiamo ottenuta con un mix tra orchestra sinfonica e suoni modernissimi di grande livello. Volevamo un tema che segnasse in modo chiaro il finale di ogni puntata e il risultato è una sorta di bolero travolgente, che secondo me crea un vero “gancio” per la puntata successiva. Essendo passato più di un anno dalla fine della storia precedente, mi sono sentito libero di cambiare diverse locations. Questo ha influito anche un po’ nello stile di vita dei protagonisti. La scenografa Arcangela di Lorenzo ha lavorato molto bene in questo senso. La villa è stata completamente ristrutturata sia l’interno che l’esterno, ed è bellissima. La fabbrica Rengoni è nuova, più grande e moderna e anche il maneggio di Raoul è una struttura completamente diversa. Più azienda e meno “ranch”. La Brianza è sempre il luogo dov’è ambientato il racconto, ma questa volta, dopo una serie di sopralluoghi, ho scelto Lecco con il suo lago, come cornice paesaggistica. Ed è proprio il lago, molto presente, che da un nuovo sfondo alla vicenda.

Riccardo Donna