I Viaggi Di Roby

ORTIGIA FILM FESTIVAL - "Alicudi nel vento"


Alle Eolie con Aurelio Grimaldi per raccontare la storia dell'"isola che non c'è" e dei suoi giovani abitanti. La scuola al centro del film.


ORTIGIA FILM FESTIVAL -
Aurelio Grimaldi
Poco più di cento abitanti. È l’isola che si trova più ad ovest di tutto l’arcipelago eoliano, e dove il tempo è scandito dal ritmo dei pescatori che l’abitano da secoli. Qualcuno l’ha battezzata «l’isola che non c’è» perché chi viene qua non cerca agi e vita notturna.

Non ci sono lidi né spiagge attrezzate, non c’è energia elettrica. Sono poche le strade o viottoli carrozzabili e, pertanto, anche le auto, i motorini e le biciclette. Solo mulattiere e scalinate in pietra lavica da attraversare a piedi o a dorso di un mulo.

Del resto si sa “Qui c’è molta calma, una calma terribile”, come afferma Nanni Moretti che ad Alicudi nel 1993 girò alcune scene di "Caro Diario”.
Oggi, a ventidue anni di distanza, l’isola ritorna a essere un set cinematografico per Aurelio Grimaldi, ex maestro del carcere minorile di Malaspina, e poi regista di film come “Le buttane” e “La ribelle” con Penelope Cruz.

Si tratta del documentario, presentato all’OFF 2015, "Alicudi nel vento", il racconto di un’esperienza educativa ed umana vissuta in un luogo lontano, dove, come vuole la leggenda, Eolo dispensava i venti per tutti i naviganti.

Ma partiamo dall’inizio: Grimaldi lavora all’idea di un documentario sulla scuola di Alicudi, e dopo vari tentativi andati a vuoto, riesce finalmente ad ottenere un piccolo finanziamento per effettuare le riprese. Tutto è pronto ma il giorno della partenza per l’isoletta, la direzione della scuola gli revoca il permesso. Eppure questo non impedisce al regista di organizzare una “scuola di strada” coinvolgendo gli adolescenti che avevano abbandonato gli studi.

E così nonostante l’isola sembri fuori dal tempo, non solo per la sua bellezza ma anche per la vita che impone ai suoi abitanti, si scopre che ai ragazzi interessa di più ricordare Lady Gaga, icona pop globale, piuttosto che la capitale della Germania, l’autore della Divina Commedia o uno dei padri della Patria. E se si tratta di scrivere un dettato, gli apostrofi diventano un problema molto serio.

Ma non si rischia così di stigmatizzare una comunità così piccola? “Non è mai stata mia intenzione esporre i ragazzi al giudizio pubblico, ma dimostrare come un certo modo di fare scuola può essere in grado di valorizzare e dare nuova linfa alle passioni e ai desideri dei giovani, anche di coloro che vivono in un posto di frontiera come Alicudi”, dice il regista.

E così nel bel mezzo della battaglia tra governo e insegnanti che ha diviso in questi mesi la platea dei pro e contro riforma della scuola, "Alicudi nel vento" ricorda che la buona scuola è quella che chiede agli insegnanti il coraggio di proporsi ai propri alunni per quello che si è, senza filtri ad aumentare le distanze. “Al di là dei miglioramenti scolastici, mi sono innamorato dell’isola e di questi ragazzi. Ed anche se alcuni di loro non hanno proseguito gli studi, sono sicuro che tutti non dimenticheranno mai questa esperienza”, conclude Grimaldi.

12/07/2015, 15:53

Monica Straniero