Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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Dal 28 al 30 agosto la seconda edizione di Evò ce esù
- Visioni – Incontri di confine, tra Visi e Parlate


Dal 28 al 30 agosto la seconda edizione di Evò ce esù - Visioni – Incontri di confine, tra Visi e Parlate
Si terrà a Martignano (Le), in Grecìa Salentina, l’isola linguistica del Salento, il 28, 29 e 30 Agosto 2015, la seconda Rassegna cinematografica "Evò ce esù - Visioni – Incontri di confine, tra visi e parlate", organizzata dal Parco Turistico Culturale Palmieri di Martignano (Le), dall'Associazione Salento Griko e dalla Cooperativa sociale Open, in partenariato con il Babel Film Festival di Cagliari, la Cineteca Sarda, l’Associazione Terra de Punt ed EjaTV, con il sostegno della Regione Puglia, del Comune di Martignano, ed il patrocinio dell’Unione Comuni della Grecìa Salentina, del Comune di Melpignano e la collaborazione di registi ed operatori del settore cinematografico.
La rassegna è resa possibile grazie al contributo della Regione Puglia, Area Politiche per la promozione del territorio, dei Saperi e dei Talenti, Servizio Scuola, Università e Ricerca, nell’ambito della Legge regionale n. 5/2012 “Norme per la promozione e la tutela delle lingue minoritarie in Puglia” e Regolamento regionale n. 35/2012, per l’annualità 2014, per il Progetto “Evò ce esù – io te”, presentato dall’Associazione Salento Griko; grazie al contributo del Comune di Martignano, di imprenditori locali che hanno sposato il progetto di promozione e salvaguardia delle lingua grika, con il format “Evò ce Esù”.

L’evento, che si svolgerà negli spazi del Parco Turistico Culturale Palmieri a Martignano (Le) (Sala conferenze, frantoio semi-ipogeo, giardino e cortile di Palazzo Palmieri, Piazza Palmieri), pone l'accento sul cinema delle lingue definite “minori”, con l'obiettivo di far conoscere al pubblico il dinamismo di molte realtà che si muovono nella prospettiva del riscatto e della volontà di risveglio dal torpore e dal conformismo culturale, nel tempo della globalizzazione. Confini linguistici e lessicali che aprono il varco a relazioni internazionali, a contenuti emozionali e geografici rappresentativi di territori e culture diverse.

L'iniziativa, nata dall'incontro tra gli operatori del Parco Turistico Palmieri (curatori del documentario in lingua grika "Evò ce esù - io e te", firmato da Christian Manno e Pantaleo Rielli), e gli organizzatori del Babel Film Festival di Cagliari, con l'iniziativa Babel in Tour, contribuisce in modo sostanziale alla realizzazione di una rassegna ricca e variegata, altamente rappresentativa del cinema di minoranza linguistica. Saranno presentate molte opere tra quelle selezionate al Babel Film Festival, con la presenza del Responsabile del Babel Film Festival Tore Cubeddu e del Direttore della Cineteca Sarda Antonello Zanda. Media partner dell’evento sono il periodico QuiSalento ed EjaTv.

L'iniziativa presenterà al pubblico pugliese pellicole provenienti da geografie e confini linguistici variegati, dal romanì, al sardo, al brindisino, al gaelico, al basco, al kinande, swahili, arberesh, euskera, occitano, alla lingua dei segni, fino a lavori in cui è l’immagine ed il suono che diventano lingua, esprimendo l’esigenza del ritrovarsi attorno all’alterità, di incontrarsi seduti al tavolo delle differenze e delle diffidenze.

Tanti gli ospiti della Rassegna, tra i quali segnaliamo:
- Antonio Spanò, con il documentario “The silent chaos”, girato nella Repubblica Democratica del Congo, a Nord Kivu, in lingua dei segni, in kinande, swahili e francese. Spanò racconta di un territorio che, dopo anni di sanguinosa guerra civile, ha perduto la propria identità. L’arcaismo, la superstizione e la credenza magica sono fra i pochi elementi unificanti rimasti alla popolazione. Sono le forze che armano i ribelli Mai Mai nella difesa del territorio, ma permettono anche di identificare il diverso come una minaccia: è il caso dei sordi di Butembo. Questa è la storia di chi non ha voce né speranza, di chi non cessa di combattere per la propria dignità, di chi non vuole rassegnarsi all’infelicità; Il film ha riscosso uno straordinario successo in diversi Festival.
- Valentina Zucco Pedicini, nata in Puglia nel 1978, a diciotto anni si trasferisce a Roma dove si laurea in Linguistica Italiana. Frequenta poi la Scuola Internazionale di Documentario Zelig diplomandosi in Regia con il massimo dei voti. I suoi documentari vengono selezionati in numerosi festival nazionali e internazionali. Dopo il film "My Marlboro City", girato a Brindisi, sua città d’origine, vince una borsa di studio a Belgrado con il regista Milko Manchevski e inizia a scrivere il suo nuovo film, Dal Profondo, che la consacra come uno dei migliori talenti italiani. Attualmente è impegnata nella preparazione del "Il Mondo" in 16mm il suo primo cortometraggio di finzione. In scrittura il prossimo progetto di documentario. All’interno della Rassegna Evò ce Esù sarà proiettato il film "My Marlboro City", opera che fa intuire le straordinarie capacità della regista pugliese. La città di Brindisi è stata per anni considerata il regno del contrabbando di sigarette: ma qual è il presente di Brindisi? È questa curiosità che spinge la regista a tornare a casa per scoprire cosa è rimasto di quel passato e quale futuro ci si debba aspettare. Una città raccontata attraverso la vita di quattro personaggi che rappresentano quattro generazioni: Nanda, Rino, Salvatore, Andrea… Amore, carcere, passato e speranza, a "Marlboro City".

Il contesto e le atmosfere della Rassegna porranno attenzione quindi al tema della salvaguardia delle lingue minoritarie, con la presenza di esperti, di rappresentanti istituzionali, di operatori culturali e cinematografici.
Presenti anche alcuni giovani autori salentini. Tra questi Fabrizio Lecce, autore griko di Zollino, del documentario "La Terra di Fronte", fondatore della MeditFilm; Due terre bagnate dallo stesso mare raccontate da due uomini, un albanese e un arbëreshë, le cui vicende si intrecciano con la storia recente di due territori, l’Albania e l’Italia meridionale. Due storie di partenza alla ricerca di un futuro e di un passato sull’altra sponda dell’Adriatico. In un verso o nell’altro, questi due viaggi svelano il profondo legame storico e culturale tra due nazioni ai confini geografici tra occidente e oriente, tra capitalismo consolidato, quello dell’Italia e capitalismo acerbo, quello dell’Albania. Da un’idea di Pino Rizzo, un documentario “Luoghi e Visioni”, girato tra Italia e Albania, prodotto da Meditfilm in collaborazione con Associazione Oltrevela.

Con il progetto “Evò ce Esù – io e te”, diventato un vero e proprio format per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio linguistico della Grecìa Salentina, il Parco Turistico Palmieri sosterrà azioni rivolte all’incontro ed il dialogo con le culture altre che difendono e resistono alla globalizzazione linguistica ed antropologica. Parte con la rassegna il Laboratorio “Evò ce esù” un percorso esperienziale che porrà l’utente (sia esso il viaggiatore, il curioso, l’appassionato) dentro la lingua grika, con i linguaggi del racconto filmico, musicale, teatrale, poetico, di vita vissuta, espressi da operatori culturali, musicali, e rappresentanti della comunità grika. Tra questi Rocco De Santis e Mattia Manco, interpreti della contemporanea vitalità del griko. Venerdì 28 agosto per un pubblico di 30 persone circa sarà possibile comprendere la centralità del griko nel racconto del territorio; obiettivo dichiarato è quello di rendere visibile, tangibile, e quindi fissarlo nel proprio album dei ricordi, il tratto distintivo di un territorio, con la speranza di far scoccare una scintilla preziosa che possa far ardere la passione attorno alla lingua.

L’ingresso alla Rassegna è gratuito. Le proiezioni avverranno tutte a Martignano, nel cortile di Palazzo Palmieri; in caso di maltempo saranno spostate all’interno della Sala Conferenze di Palazzo Palmieri.

Ad integrare il percorso sul tema dei confini, tra visi e parlate, sarà un ricco programma fatto di musica, laboratori, mostre, workshop.

22/08/2015, 07:30