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Jaco Van Dormael: "Dio esiste e vive a Bruxelles"


Dopo Cannes, "The Brand New Testament" arriverà in Italia a fine novembre


Jaco Van Dormael:
Dio esiste e vive a Bruxelles
A Torino per presentare il suo spettacolo teatrale (anche se definirlo banalmente così è riduttivo, "Kiss & Cry" è danza, teatro e cinema contemporaneamente, è un documentario su un film e su uno spettacolo che si svolge in diretta davanti agli spettatori...), Jaco Van Dormael ha incontrato la stampa a cui ha mostrato il suo ultimo film, "Dio esiste e vive a Bruxelles (The Brand New Testament)", in uscita a fine novembre in Italia grazie ad I Wonder dopo gli ottimi riscontri del Festival di Cannes.

"Nei giorni scorsi il film è uscito in Francia, Belgio e Svizzera, ed è andato davvero bene al botteghino risultando il più visto! In Francia abbiamo venduto addirittura 300.000 biglietti nella prima settimana", spiega il regista belga presentando il suo lavoro. "Questa volta sembra andato tutto bene", riflette ripensando alle disavventure del suo precedente film, l'ancora inedito in Italia "Mr. Nobody".

Dio esiste, vive in Belgio. Ha una moglie, che lui tratta come una serva (e lei subisce in silenzio), un figlio, JC, scappato di casa e mai perdonato per le sue azioni, e una figlia di 10 anni, EA, che vive un profondo disagio in famiglia. Odia suo padre, meschina persona che gode nell'infierire quotidianamente sull'umanità: decide quindi di andarsene e di trovare sei apostoli con cui scrivere un testamento 'nuovo di zecca'. Prime azioni da fare: comunicare a tutta l'umanità la propria data di morte, e manomettere il pc con cui dio governa tutto.

Commedia surreale, che invita anche a profonde riflessioni e regala alcune scene di grande impatto emotivo (le reazioni singole di fronte alla lettura di quanto manca alla propria morte fanno sorridere e commuovere), "Dio esiste e vive a Bruxelles" è corrosivo al punto giusto per contestare dettami religiosi e canoni cattolici.

"Se ho paura delle reazioni del Vaticano?", si chiede divertito. "No, spero anzi che il Papa mi inviti per una proiezione privata del film! Del resto in Belgio la chiesa locale ha invitato i fedeli ad andare a vedere la mia pellicola... L'intento del progetto era di raccontare una mia versione della storia, rispettando la fede dei credenti".

In attesa di scoprire se il film uscirà nel nostro paese censurato o vietato ai minori (non ci sono scene che invitino a farlo, ovviamente, solo il mood generale potrebbe essere poco gradito a censori bacchettoni...), rimane da ragionare su una commedia davvero convincente, forse un po' troppo lunga - ma, anche se tante, le trovate con cui Van Dormael impreziosisce il racconto sono spesso davvero notevoli - che saprà anche spiazzare il proprio pubblico.

Primo lavoro cinematografico del regista belga a non utilizzare musiche del compianto fratello Pierre, musicista apprezzatissimo che "si prestava alle colonne sonore per affetto", come ebbe modo di raccontare Van Dormael in una precedente visita torinese, "Dio esiste e vive a Bruxelles" è ricco di musica (classica, per lo più), e di citazioni al cinema che fu (appare anche Pascal Duquenne, protagonista dello splendido "L'ottavo giorno", diretto dal regista belga nel 1995).

Ottimo il terribile dio, Benoit Poelvoorde, così come la moglie 'spenta' Yolande Moreau, e la piccola Pili Groyne (già apprezzata con i Dardenne in "Due giorni, una notte", conferma qui l'abilità di Van Dormael nel dirigere i bambini).
Tra gli apostoli, da segnalare la bella e intensa Laura Verlinden, una generosa Catherine Deneuve e François Damiens, affettuoso padre de "La famiglia Belier".

09/09/2015, 14:55

Carlo Griseri