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LUCCA COMICS & GAMES - Davide Barzi e Claudio
Villa raccontano Don Camillo a fumetti


Un'intervista allo sceneggiatore e al fumettista che hanno lavorato al decimo numero della serie ispirata ai racconti di Giovannino Guareschi.


LUCCA COMICS & GAMES - Davide Barzi e Claudio Villa raccontano Don Camillo a fumetti
Le storie di Don Camillo e il compagno Peppone raccontate da Guareschi sono entrate nell'immaginario comune grazie alla serie di film che vide protagonisti Fernandel e Gino Cervi.
Ma i due straordinari personaggi letterari rivivono già da qualche anno grazie ad una collana a fumetti edita da ReNoir Comics, giunta al decimo numero.
Per l'occasione abbiamo intervistato lo sceneggiatore ed ideatore della serie Davide Barzi e il fumettista Claudio Villa, guest star di questo speciale albo per cui ha disegnato la prima storia e una variant cover.

Don Camillo a fumetti arriva al numero dieci, e il dieci in genere lo portano sulle spalle i fantasisti. Ci racconti la genesi di questo albo assolutamente speciale, ricco di grandi autori del fumetto italiano?
Barzi - Essendoci accorti che siamo l'unica serie a fumetti regolare da libreria di produzione italiana, volevamo festeggiare il fatto che questo che nel 2011 doveva essere un esperimento da chiudere in quattro numeri, fosse invece arrivato al decimo. Essendo il primo a doppia cifra ci piaceva fare qualcosa che ci permettesse di festeggiare con i nostri lettori e farlo conoscere ai nuovi. Per cui l'idea è stata quella di fare un dream team affidando ogni storia ad un mix di disegnatori della collana regolare e guest star di livello assoluto. Il libro comincia con Claudio Villa, e sappiamo che una sua storia inedita è merce rara visto il suo impegno in atto con un Tex molto lungo e tranne una storia per Diabolik e una con Devil e Capitan America, per il resto non lo si vedeva da un po. Si chiude poi con Giampiero Casertano, per cui abbiamo il copertinista di Tex e uno dei primissimi disegnatori di Dylan Dog. Claudio che ha creduto molto nella causa ci ha disegnato anche una variant cover, per cui è il primo numero che esce con due copertine diverse, una di Ennio Bufi che ha realizzato anche una delle storie più commoventi di tutta la collana e quella altrettanto bella di Villa.

Ad aprire il numero dieci è dunque una tua storia, Cosa si nasconde dietro a questa nuova collaborazione?
Villa - Questa collaborazione nasce dalla simpatia che ho per Davide Barzi, perchè sono davvero entusiasta di ogni cosa che lui fa e l'operazione di Don Camillo a fumetti è assolutamente grande. Quando una mattina mi ha telefonato per propormi di disegnare un Don Camillo, non è riuscito a terminare la domanda che subito ho detto si. Mi ha chiesto di pensarci un attimo, ma ero già deciso. Adoro Don Camillo, che ho conosciuto attraverso il cinema, e disegnare questo personaggio che rimane nel cuore, burbero ma anche tenero e simpatico, e che viene a sua volta ripreso da Gesù, era troppo affascinante. Una bella collaborazione in un decimo numero che rappresenta una tappa importante per la collana a fumetti.

In questi quattro anni la collana è molto cresciuta nelle vendite. Ti sei fatto un'idea di chi sia il lettore di Don Camillo a fumetti?
Barzi - Sicuramente lo zoccolo duro è composto da lettori guareschiani e in misura leggermente minore da gente che lo ha amato per la saga cinematografica. Sugli amanti di Fernandel e Gino Cervi non avevamo certezza, perchè non abbiamo loro, ma siamo andati a recuperare i personaggi dai racconti resettando sia l'ambientazione di Brescello sia gli attori. Siamo tornati alla fisionomia scritta da Guareschi e l'abientazione è un patchwork di luoghi amati dall'autore. Per il resto continuiamo a vedere un pubblico diverso soprattutto nelle generazioni, e questo non era così automatico.

Don Camillo e Peppone rappresentano uno spaccato di un'Italia che fu, divisa nell'eterna battaglia tra democrazia cristiana e comunismo, tra sacralità e laicità. Da lettore e spettatore per chi tifavi?
Villa - Trovavo che in entrambi gli schieramenti c'era una tale umanità che quando si arrivava a uno scontro che poteva diventare ferocissimo, veniva fuori e riusciva a fermare entrambi i contendenti facendoli riflettere su ragioni superiori a loro. Provavano un rispetto anche verso l'eterno avversario che li faceva essere nemici ma anche amici. Una cosa bellissima perchè non avveniva soltanto con chi ti aspetteresti, vedi il sacerdote votato al sacrificio di se e all'amore, ma era anche dall'altra parte. Guareschi ha dato una lezione di vita, si può essere discordi ma trovare su certi temi un limite oltre il quale passa solo l'umanità.

Dalle fumetterie alle fiere del fumetto fino ad arrivare a Brescello in una mostra. Come è stato accolto il progetto dai cittadini di un posto entrato nel mito grazie alla serie cinematografica?
Barzi - La mostra di Brescello assieme a quella di Rimini di qualche mese prima era la più completa, C'erano tavole di tutti gli autori della collana e alcuni motion comics, e alla presentazione c'è stata tantissima gente. Questo ci ha fatto percepire come questi personaggi sono ancora estremamente amati anche da un pubblico estero. Ad esempio il bookshop del museo di Brescello ha anche numeri dell'editore tedesco di Don Camillo, per cui c'è gente che arriva dalla Germania, visita la mostra e compra gli albi in tedesco. Tutto ciò è molto curioso.

Guareschi sapeva toccare temi sacri con estrema intelligenza ed ironia. Oggi però si assiste a scene di fanatismo legato a questo o quell'altro credo, come se si stesse prendendo tutto troppo seriamente. Come te lo spieghi?
Villa - E' il tempo che ci ha forse fatto dimenticare cosa realmente conta e quali sono le cose da lasciar perdere. Se uno ha un'opinione diversa bisogna lasciargli fare la sua strada e dargli il tempo di capire se vorrà mantenerla o mutarla. Oggi si tende invece a guardare il mondo a forma di noi stessi e questo crea conflitti. Mi viene in mente una storiella che veniva raccontata al corso per fidanzati, a cui ho preso parte tanti anni fa, che decrive la differenza tra l'inferno e il paradiso cinese. L'inferno era composto da tavoli lunghissimi e ciotole di riso molto piene, ma le bacchette erano lunghissime e si faceva gran fatica a mangiare. Il paradiso era identico, ma le bacchette lunghe servivano a dare da mangiare a qualcun altro, per cui dalla difficoltà nasceva una diversa umanità. Sarebbe più interessante tornasse l'idea del guardare anche agli altri e dar loro spazio.

Immaginando i due personaggi sulle loro biciclette a percorrere la strada verso il futuro, dove li vedi arrivare da qui a qualche tempo?
Barzi - Cosa si può dire e cosa no. Sicuramente stiamo lavorando ai numeri undici e dodici, ma soprattutto continueremo il nostro lavoro di scouting perchè una cosa importante della nostra collana è di aver lanciato giovani disegnatori che poi hanno iniziato a collaborare con editori anche più grandi di noi e recuperato alcuni che stavano facendo altro. In prospettiva c'è un cofanetto che raccoglierà i numeri dal cinque all'otto e il lavoro sulle edizioni estere che dopo Francia e Germania ci vede arrivare anche in Corea. Il resto lo sveleremo prossimamente.

Sei uno degli autori italiani più importanti e il tuo nome è legato a quel monumento nazionale che è Tex, fumetto di genere per eccellenza. Come vedi questo nuovo rifiorire del genere trasversale alle arti?
Villa - Ci sono corsi e ricorsi nel mondo dell'arte, si crede di inventare qualcosa ma invece si scopre qualcosa che tanti anni prima qualcuno aveva gia fatto. Per cui c'è solo da augurarsi che si riscopra davvero il genere che per troppo tempo è stato dimenticato. Con gli occhi di oggi e le storie di oggi, mi auguro si possa riscoprire quel mondo e affrontarlo come fosse una nuova frontiera.

01/11/2015, 11:57

Antonio Capellupo