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MEDFILM FESTIVAL - Intervista a Maria Arena


La regista di Gesù è morto per i peccati degli altri. Il quartiere di San Berillo a Catania visto attraverso la quotidianità di sette prostitute transessuali.


MEDFILM FESTIVAL - Intervista a Maria Arena
Maria Arena (foto Ilaria Costanzo)
Maria, cinque anni di lavorazione che si intravedono nella naturalezza con cui si raccontano i vari protagonisti. Come è nata l’idea del progetto?

"Per l'incipit è tutta colpa di Goliarda Sapienza! Nel 2009 innamorata dei sui scritti ho messo in scena uno spettacolo teatrale a lei dedicato a Catania e poi volevo fare anche un documentario. Quindi vado alla ricerca nel quartiere di San Berillo della sua casa catanese dove visse i suoi primi 16 anni e la scopro! Trovo la casa ma anche un nuovo inquilino naturalmente, che dopo un intero pomeriggio a parlar di Goliarda, che non conosceva, mi invita a fare un giro nel quartiere e mi presenta tutti. Stralunata per la visione crepuscolare guidata dal/dalla mio/a Virgilio, e piena di domande, l'indomani torno nel quartiere con la mia telecamera e inizio a prendere appunti dichiarando di voler girare un documentario. Nel 2010 conosco Josella Porto e iniziamo a lavorare al progetto: io prendo appunti sul campo e leggo tutto quello che è stato scritto sul quartiere e sulla sua storia, e poi con Josella precisiamo la prospettiva da cui raccontare il quartiere. Nel 2012 iniziamo le riprese con la troupe. Quindi dal 2009 al 2013 abbiamo vissuto immerse a San Berillo, tra le pietre, i racconti e le 'buttane', e solo dopo tanti caffè presi insieme al quartiere sui 'pisoli' (soglia) delle case, abbiamo fatto le riprese".

L'obiettivo del film è ridare dignita alle prostitute, alle "buttane". Da cosa siete partite e come avete lavorato per ottenere questo risultato?

"Come dicevo con Josella avevamo scelto subito un punto di vista che si accostasse al quartiere a partire dall'interno, alle persone che avevano trascorso lì molto tempo. E San Berillo è un quartiere a 'luci rosse di fatto' da più di 50 anni! Le persone incontrate erano per lo più 'buttane' e con loro abbiamo trascorso il nostro tempo e nutrito la nostra prospettiva sul luogo. La dignità di queste persone ci ha colpite subito, ma imparare a raccontarla, riuscire a farla trapelare dalla pelle delle protagoniste è stato un lavoro preciso e attento. Abbiamo imparato nel tempo su cosa soffermare lo sguardo, abbiamo girato con la troupe in precise stagioni che avrebbero aiutato la prospettiva scelta".

Invece come si sono poste Franchina, Meri, Marcelle nei confronti del progetto?

"Le Belle, così ci piace chiamare le ed i protagoniste/i, all'inizio erano sospettose, riottose, infastidite dalla mia presenza e dal mio modo di prendere appunti con la telecamera. Wonder, una delle protagoniste, mi chiamava 'lima sorda', perché continuavo a tornare nel quartiere nonostante loro cercassero di dissuadermi. C'è voluto del tempo perché si fidassero e concedessero la loro umanità. Quando abbiamo iniziato le riprese del film erano consapevoli del tempo e dell'impegno ma non è stato facile ugualmente.

Cosa vi ha maggiormente colpito dei loro discorsi sul rapporto con Dio e la fede?

"Da catanese non avrei mai immaginato di trovare a San Berillo persone che parlassero di Gesù o della Madonna. Quando ho scoperto la fede di queste persone e la loro devozione, sono rimasta anche molto colpita dal fatto che per loro non fosse strano conciliare il loro essere fedeli e dediti alla prostituzione. Franchina mi ha detto una volta 'Perché tu non ti prostituisci? Tutti ci prostituiamo, chi per i soldi, chi per un lavoro, chi per un affare... solo che noi non lo nascondiamo'. La loro fede è un aspetto della loro dignità e viceversa".

Qual è il futuro di Gesù è morto per i peccati degli altri?

"Il futuro è la programmazione nelle sale che accolgono film indipendenti e che faticano ad essere distribuiti. Abbiamo un pubblico perché il film solleva molte domande che interessano, quindi sono le sale che devono soddisfare questa richiesta. Il futuro è anche il DVD, uscito in ottobre per CG Home Video, i festival e magari la TV.
Il futuro di un film è un film che duri nel tempo ed io sono sicura che 'Gesù è morto per i peccati degli altri' sia un film duraturo, e, perché no? 'eterno'"

14/11/2015, 08:55

Marta Leggio