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QUO VADO? - Il film tipicamente “italiano” di Checco Zalone


Dal 1 gennaio, con un’anticipazione-evento nella sera di Capodanno, arriva in ben 1300 sale, “Quo Vado?”, il nuovo film diretto da Gennaro Nunziante con Checco Zalone nel ruolo del protagonista Checco, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli e con la partecipazione straordinaria di Lino Banfi.


QUO VADO? - Il film tipicamente “italiano” di Checco Zalone
“Quo Vado?”, il quarto film della coppia Zalone-Nunziante, dopo il record di incassi ottenuto con “Sole a Catinelle”, "è un film complicato, difficile, ma tipicamente italiano" - come lo ha definito il suo stesso produttore Pietro Valsecchi - "un film realizzato pensando al cinema italiano: al classico cinema italiano di Monicelli e Risi". E di battute e di gag ispirate e in omaggio alla Commedia all’Italiana "Quo Vado?" ne è pieno, basti pensare al nome della figlia, chiamata Ines, come l’Istituto Nazionale Energia Solare, o la frase "c’è qualcuno ai domiciliari?" pronunciata, con la divisa del Corpo Forestale, prima di entrare in una casa di indagati.

Un film, tuttavia, più riflessivo e maturo degli altri lungometraggi della coppia, incentrato sulla fissazione e sul sogno del suo protagonista: il posto fisso e i suoi vantaggi. Checco Zalone interpreta così il ruolo di un italiano medio di fine anni Sessanta impiegato: pensato dagli autori, come ha dichiarato, nella conferenza stampa di presentazione, il regista Nunziante, come un patriota e non come un parassita. E il mondo democristiano italiano, iniziato nel dopoguerra ed esaltato dal boom economico della Prima Repubblica, è raccontato con ironia e rappresentato, con leggerezza e semplicità, dal suo protagonista. Solo quando iniziano i primi segni di una crisi economica impensabile per chi come lui lavora da anni da impiegato Checco è costretto a rivedere la sua visione e cambiare il suo stile di vita: trasferirsi in un paese civile, come la Norvegia, dove il ballo è più aggregante della pizzica pugliese, rimpiangendo l’Italia solo dopo aver visto la puntata di SanRemo della riunione artistica di Albano e Romina Power, l’inevitabile sequenza filmica preferita da Zalone.

Le gag e le battute divertenti, ma mai volgari sono la cornice, quasi “politica”, ma pregna di riflessioni sull’attualità e sulla realtà socio-politica: “cercavamo un’immagine diversa, un film che fosse il ritratto dell’Italia”. Del resto, come canta Zalone, nella sua canzone, già terza in classifica dopo Stevie Wonder, “La Prima Repubblica non si scorda mai”.

30/12/2015, 11:36

Alessandra Alfonsi