Sudestival 2020

TGLFF31 - "Umana Voce", "The Second Closet", "Tiger Susy",
"Tutta intorno a me" e "Misteriosofica fine..."


TGLFF31 -
The Second Closet
Cercando di non dare nulla per scontato il regista Alessandro Sena spariglia le carte del famoso monologo "Umana Voce" di Jean Cocteau - interpretato nel tempo da attrici come Anna Magnani e Ingrid Bergman - allestendo una versione inedita, mai immaginata ai giorni nostri ma che forse tra qualche anno (si augura Sena contando su un'evoluzione "fisiologica" della nostra societ) potr sembrare naturale: e se la donna abbandonata al telefono dal proprio amante fosse una drag queen?
Scontato il valore del testo (anche se ridotto in questo caso da 30 a 8 minuti), piace l'atmosfera soffusa del bianco e nero e la colonna sonora che, pur non dando tregua, sostiene - unica compagna - la deriva emotiva della protagonista. E convince anche l'interpretazione di Marlene de Pigalle, nonostante la riduzione temporale (e questo l'unico vero difetto della pellicola) renda pi difficile l'evoluzione del personaggio che, alla fine, risulta troppo frettolosa.

Maturo e molto curato, "The Second Closet" affronta un tema nascosto e importante (come tutti gli argomenti di cui non si vuole parlare) e lo fa senza troppe parole; ci che accade, infatti, che conta quando si parla di violenza, perch le parole spesso sono bugie, false scuse o false accuse, e "The Second Closet" parla di violenza, delle donne sulle donne, di una donna sulla sua compagna.
Affidandosi a continui flashback, le due registe Sara Luraschi e Stefania Minghini Azzarello (anche nel ruolo della vittima protagonista) costruiscono una narrativa efficace che in pochi minuti tratteggia il passato, il presente e il futuro di una storia d'amore minata dalla sopraffazione.

Ispirato a un fatto di cronaca avvenuto a Verona nel 2013 (giovani che girando in auto la notte sparano a transessuali vengono scoperti grazie a una delle loro vittime) "Tiger Susy" in realt un patchwork di brevi episodi che mostrano la realt di una giovane prostituta trans nelle sue sfaccettature (reali e potenziali): la vita quotidiana, le amiche, il fidanzato, i diversi clienti. Salvo concludersi con la sparatoria per le strade e l'evocazione, cos, del crudele episodio che vuole ricordare.

"Tutta intorno a me" vuole esprimere l'esperienza immersiva della memoria, in particolare del ricordo di un amore. A suscitare la catena di sensazioni che rendono pi reale del reale (tutte intorno a s) le immagini di una relazione passata pu essere l'elemento pi insignificante (come la madeleine di Proust insegna).
Un po' confuso nel costruire i diversi piani temporali, il cortometraggio sfrutta al meglio i rumori d'ambiente, che costruiscono intorno alla protagonista una sorta di bolla sonora che la isola - sola con i suoi ricordi - dal resto del mondo.

"Misteriosofica fine di una discesa agli inferi" di Giuseppe Bucci la rappresentazione di due momenti di uno spettacolo teatrale di Carlo Cerciello, tratto dal testo di Enzo Moscato e interpretato da Imma Villa nel ruolo di un femminiello. Due momenti a s, in cui il personaggio racconta la difficolt della propria condizione, del vivere l'amore e sentirsi accettati per quello che si .
I primi piani insistenti sul volto fortemente truccato ( la vita? il teatro? Sono i tratti di un clown?) indagano nelle emozioni e le fanno affiorare da tane, cunicoli, sotterranei, fogne, luoghi che sono casa dei femminielli, triste 'popolo dei sorci', usati ma disprezzati.

09/05/2016, 08:06

Sara Galignano