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Virgilio Villoresi firma la sigla 52a Mostra
Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro


Virgilio Villoresi firma la sigla 52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro
Otto giorni, dal 2 al 9 luglio 2016, tra passato, presente e futuro del cinema. La 52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro diretta da Pedro Armocida (ri)parte nel segno del “nuovo cinema”, legato alle forme più innovative e di ricerca del linguaggio cinematografico contemporaneo.
Ve lo dimostriamo con la scelta dell’autore della sigla ufficiale del Pesaro Film Festival, Virgilio Villoresi, uno dei maggiori cineasti di animazione oggi in circolazione (molto attivo anche nel campo della pubblicità per marchi come Valentino, Fendi, Fornasetti, Moleskine), che realizza la sua prima sigla e manifesto per un festival.
Virgilio Villoresi coniuga ancora una volta e splendidamente l’omaggio al cinema primitivo e a quello sperimentale in una sigla dalla fortissima caratterizzazione iconica e giocosa.

"Per realizzare questo video ho scattato oltre 420 fotografie. Le mani le ho animate in stop-motion, scatto dopo scatto, e tutto quello che ho messo in scena è reale, materico. Ho raccontato quindi, seguendo la mia naturale inclinazione a meravigliare, il contagio fluidico tra le mie mani e i film sperimentali stampati su carta che ho amato di più nella vita. Come un direttore d’orchestra ho cercato di creare una dimensione ritmica legata al Guglielmo Tell di Rossini tra le immagini e il movimento delle mie dita per suggerire quel processo di decantazione per cui la mia idea di messa in scena appare in una fluttuante, fantasmatica dimensione. La forza del video sta nell’interazione tra le mani e il contenuto dei film stampati su carta, una cancellazione progressiva di ogni linea di separazione tra questi due elementi, due specchi che si fronteggiano fino a diventare una composizione visiva unica con la musica" - ha dichiarato Virgilio Villoresi.

I titoli dei film omaggiati: "Meshes of the Afternoon" (1943) di Maya Deren, "N.11 Mirrors Animations" (1956) di Harry Smith, "Rainbow Dance" (1936) di Len Lye, "Le Sang d’un poèt" (1930) di Jean Cocteau, "Tango" (1980) di Zbigniew Rybczyński, "Un Chien Andalouse" (1927) di Luis Buñuel, "The Eye and The Ear" (1945) di Franciszka e Stefan Themerson e "T,O,U,C,H,I,N,G" (1968) di Paul Sharits.



14/06/2016, 13:48