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VENEZIA 73 - Johnson, Piccioni, D'Anolfi e Parenti in concorso


Annunciato il concorso internazionale della Mostra del Cinema edizione 2016, con tre titoli italiani in competizione. Fuori concorso anche "Tommaso" di Kim Rossi Stuart, "Assalto al cielo" di Francesco Munzi e "La nostra guerra - Our War" di Bruno Chiara Vallotti, Claudio Jampaglia e Benedetta Argentieri. In Orizzonti "Il pi grande sogno" di Michele Vannucci e "Liberami" di Federica Di Giacomo.


VENEZIA 73 - Johnson, Piccioni, D'Anolfi e Parenti in concorso
Annunciato il concorso internazionale della 73. Mostra dArte Cinematografica di Venezia, con tre titoli italiani in competizione: "Spira Mirabilis" di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti, "Piuma" di Roan Johnson e "Questi giorni" di Giuseppe Piccioni

Queste le parole di Alberto Barbera, Direttore della 73. Mostra dArte Cinematografica di Venezia: "Di fronte a certi cambiamenti che si sarebbe tentati di definire epocali - l'avanzata a passo di corsa nella crescita del mercato cinematografico cinese (che ha superato per numero di spettatori quello americano), la perdita di centralit della sala cinematografica minacciata dallo streaming, l'affacciarsi impetuoso della Virtual Reality ai confini della dimensione filmica tradizionale - gli slittamenti progressivi che pure accompagnano lo sviluppo della forma festival sembrano davvero poca cosa. Se vero che il rito festivaliero, definito da paradigmi immutabili come il radicamento in un luogo fisico e la presenza fisica di autori e produttori, rimane nel fondo identico a se stesso (ma illusorio pensare che possa diventare qualcos'altro da s), non si pu non sottolineare come molte cose in questi anni a Venezia siano profondamente cambiate. Le sale di proiezione sono state ristrutturate e adeguate agli standard tecnologici pi avanzati. La creazione di Biennale College ha prodotto risultati di eccellenza, che ne hanno fatto in poco tempo un modello di riferimento per analoghe iniziative e contribuito a lanciare nuovi autori nel circuito internazionale. La possibilit di vedere on line buona parte dei film di Orizzonti in contemporanea con la presentazione veneziana allarga i confini dei potenziali fruitori della Mostra, utilizzando le inedite potenzialit del web. La creazione di un 'mercato leggero' servita a riportare al festival gli operatori commerciali che in epoche recenti potevano permettersi di saltare l'appuntamento veneziano. Altri cambiamenti sono in atto, a conferma delle intenzioni di procedere lungo la direttrice di una progressiva trasformazione, anche se prudente e aliena da irrealistiche ambizioni. Cambia, e non di poco, quel mercato di cui si detto, che sin dal nuovo nome - Venice Production Bridge - manifesta la propria natura di spazio virtuale prevalentemente dedicato all'offerta di progetti selezionati in cerca di finanziatori e coproduzioni. Per di pi, non limitato ai film ma aperto alle nuove forme narrative e ai nuovi media: i documentari, le serie televisive e quelle destinate al web, la Realt Virtuale. Nasce una nuova sezione, che mantiene il nome dell'esperimento effettuato con successo l'anno scorso - Cinema nel Giardino - ma cresce in dimensioni e portata. Favorita in ci dalla nuova sala che la copertura dello scavo (che ha deturpato per anni l'area prospiciente l'edificio del Casin) ha portato in dono con s, arricchendo il ventaglio delle strutture a disposizione. Una nuova sezione, che non risponde solo all'esigenza di ospitare qualche film in pi (una scelta apparentemente in contraddizione con la pi volte dichiarata volont di mantenere il programma pi snello possibile), ma si propone di ampliare i confini di ci che si pu e si deve mostrare in un festival. In direzione di quel pubblico che la Mostra non ha mai tenuto fuori dai propri ambiti e orizzonti, ma che pu e deve ancora crescere, se si vuole che la trincea progressivamente scavata fra cinema d'autore e cinema popolare - una dicotomia che speravamo di esserci lasciata alle spalle da molto tempo, e invece rilanciata in anni recenti da un mercato in evidente affanno - possa essere nuovamente colmata, con il contributo di tutti. Le serate del Cinema nel Giardino, gratuite e aperte a tutti, offrono un ventaglio articolato di proposte di film diversi ed eterogenei, che hanno in comune la pi o meno sotterranea intenzione di rivolgersi ad un pubblico il pi vasto possibile, annullando o riducendo le distanze fra spettatori cinefili e quelli che cercano in primis un'occasione di intrattenimento non banale. Non mai stato vero che i festival - e in particolare la Mostra - s'interessano solo ai film che il grande pubblico invece ignora. La contrapposizione esiste solo in certe semplificazioni strumentali. Ma se vero che non avrebbe senso dedicare il concorso della Mostra a film che non hanno bisogno della vetrina e della promozione di un festival (che per definizione dedicato all'arte cinematografica), altrettanto vero che oggi s'impone un'altra considerazione. Esiste un cinema non strettamente riconducibile alle istanze autoriali pi radicali, che si propone di proseguire lungo il sentiero tracciato da quel cinema che un tempo si definiva 'medio' e che oggi non sappiamo pi come chiamare, proteso (magari confusamente) alla ricerca di modalit narrative capaci di coinvolgere un pubblico pi vasto di quello (sempre pi limitato) che frequenta ancora i cinema d'essai. Un cinema che non intende cedere le armi alla volgarit imperante, non si adegua alle semplificazioni del prodotto 'usa e getta', non rinuncia ad essere racconto del presente, divertissement intelligente,spettacolo per molti. Un cinema che merita oggi di essere sostenuto e incoraggiato, difeso e promosso, almeno quanto quello che per comodit continuiamo a chiamare d'autore. I festival servono anche a questo".

28/07/2016, 12:17