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Note di regia di "Nel Cappello"


Note di regia di
"Nel Cappello" racconta una giornata qualsiasi di un posto qualsiasi, con un punto di vista straniante quanto insolito. I personaggi che accorrono verso il punto d’osservazione (che è poi quello dello spettatore), da esso inesorabilmente attratti, non riescono ad evitare una reazione, che li connota e li racconta. Che si tratti di un semplice sguardo o di una risata, o di un vero e proprio dialogo senza risposta con l’enigmatico protagonista, chiunque entri nel campo magnetico del suo occhio immobile finisce per abdicare alla propria indifferenza.
E se non tutti lasceranno una moneta “nel cappello” di chi li sta osservando, ognuno però donerà una parte del proprio essere e della propria, schietta umanità, in qualche modo e in qualche forma.
Senza fare altro che essere lì, l’occhio immobile del protagonista – e quello del regista – cercano di mostrare come dal più passivo dei gesti, quello dell’osservare, si possa ottenere il più inaspettato e meraviglioso dei risultati: la “poesia del quotidiano”.

Cira Sorrentino