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LA VERITA' STA IN CIELO - La luce di Faenza su Emanuela Orlandi


Il caso di Emanuela Orlandi ricostruito secondo la versione del regista torinese. Una storia che fa emergere l'intreccio scritto in altri libri e nelle sentenze giudiziarie. Con Greta Scarano, Maya Sansa, Valentina Lodovini. Riccardo Scamarcio veste i panni di Enrico De Pedis. In sala dal 6 ottobre con 01 Distribution in 250 copie


LA VERITA' STA IN CIELO - La luce di Faenza su Emanuela Orlandi
Riccardo Scamarcio e Greta Scarano
Roberto Faenza si dichiara un appassionato di cold case. Non a caso, un suo libro sul caso Kennedy, Il malaffare è stato citato come fonte rilevante da Jim Garrison, il procuratore del film “JFK.

In "La verità sta in cielo" il regista tenta di riaprire il caso di Emanuela Orlandi, la figlia quindicenne di un commesso pontificio, sparita nel nulla il 22 giugno 1983, a piazza San’Apollinare, nel cuore di Roma, dopo una lezione di flauto. La sua scomparsa scatena da subito un sistema di allerta e una mobilitazione senza precedenti, come se qualcuno sapesse già che non si trattava di un allontanamento volontario.

Eppure l’inchiesta su uno dei casi di cronaca più intricati degli ultimi trent’anni si è concluso con un nulla di fatto. L’ultimo filone d'indagine si era aperto nel 2008 con la chiamata in causa di alcuni esponenti della Banda della Magliana. Nel frattempo molti personaggi coinvolti all’epoca sono morti e diversi testimoni sono usciti di scena. Così il 6 maggio 2016 la Corte di Cassazione ha definitivamente archiviato il caso. La famiglia Orlandi si è opposta risolutamente alla decisione, riservandosi di ricorrere alla Corte di giustizia europea.

Per Emanuela Orlandi quindi non c'è ancora la verità. “Data la materia scottante ci sarà qualcuno che potrebbe risentirsi ma come dice un vescovo in una scena del film, meglio il clamore del silenzio”, commenta Faenza in conferenza stampa. Il regista rivela poi di aver tratto il titolo da una frase che papa Bergoglio avrebbe detto qualche anno fa alla madre e al fratello di Emanuela: «Lei sta in cielo».

Il film racconta come, all’indomani dell’inchiesta di Mafia Capitale, una rete televisiva inglese decide di inviare a Roma una giornalista di origine italiana, Maya Sansa, per raccontare tutto dall'inizio: il giorno del rapimento di Emanuela. Ad aiutarla una collega di una tv italiana, Valentina Lodovini, che ha ricevuto un’inquietante confessione da parte di Sabrina Minardi, Greta Scarano, l’amante di Enrico De Pedis, Riccardo Scamarcio, meglio conosciuto come Renatino.
I rapporti tra il boss dei “testaccini”, il gruppo più potente e occulto della malavita romana e le più alte sfere del Vaticano, sono ancora oggi avvolti dal mistero.

Il 73enne regista torinese ci spiega come ad intrappolare Emanuela Orlandi sia stato un groviglio di bugie e depistaggi che ha coinvolto lo Stato Pontificio, quello italiano, la Banda della Magliana e i servizi segreti internazionali.

“La Banda della Magliana per esempio non è quella mitizzata dai media - dice Faenza - in realtà era composta da non più di una decina di accattoni e straccioni, come li ha definiti Massimo Carminati, il protagonista di Mafia Capitale”.

Il film segue così la pista del docu fiction per sostenere a tesi che ad ordinare il sequestro di Emanuela sia stato il famigerato Monsignor Paul Casimir Marcinkus (si dice che suo padre fosse stato l’autista prediletto di Al Capone), direttore dello Ior, la banca del Vaticano, coinvolto nello scandalo del crack del Banco Ambrosiano.

“Siamo convinti che questo film possa portare ad un metro dalla verità”, insiste Faenza. “Sinora nessun pontefice ha preso la decisione di aprire il dossier segreto sul caso Orlandi. Spero che papa Bergoglio veda il film e aiuti la famiglia Orlandi a scoprire la verità sull’accaduto”.

Nonostante lo schematismo tipico dei film denuncia e una recitazione troppo enfatica e pompata, "La verità sta in cielo", risulta comunque un’opera necessaria in grado di riconoscere la violenza dell’intreccio tra affari, politica e mondo dell'economia che ha radici lontane e sviluppi sempre più attuali. “In contiguità con una parte rilevante di prelati più vicini all’inferno che al paradiso”, come ha ammesso lo stesso regista.

03/10/2016, 11:50

Monica Straniero