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Omaggio per i 120 anni di cinema a Venezia
alle Giornate del Cinema Muto


Omaggio per i 120 anni di cinema a Venezia alle Giornate del Cinema Muto
Da Fellini a 007, da Visconti a Woody Allen, sicuramente Venezia è tra le città più amate dal cinema. Ma prima di tutti, a Venezia sbarcarono gli operatori dei Lumière, contemporaneamente alla stessa nascita del cinema. Nell'omaggio per i 120 anni di cinema a Venezia, curato da Carlo Montanaro per le Giornate del Cinema Muto, ci sono tutti gli elementi che costituiscono l’immagine della cartolina-Venezia: i piccioni, le gondole, Piazza San Marco, il Canal Grande. Sotto la definizione di ‘panorama’ vediamo in realtà la prima soggettiva della storia del cinema con la cinepresa posizionata su un vaporetto che fa scorrere le facciate dei palazzi. Non sfuggì al fascino della città lagunare neanche il grande regista teatrale Max Reinhardt, che incuriosito dal nuovo mezzo, aveva già filmato alcuni suoi spettacoli al Deutsches Theater. Nel 1913 decide di filmare a Venezia Eine Venetianische Nacht, una pantomima ricca di equivoci, un sogno sospeso tra tristezza, grottesco e farsesco, nello stile della commedia dell’arte. Reinhardt, il grande genio della scena, regista di spettacoli storici, maestro della Garbo e di Marlène Dietrich, e di Murnau, di Pabst e di Lang, ancora non è un capolavoro. Bisognerà aspettare altri vent'anni per questo, e con Il sogno di una notte di mezza estate a Hollywood sarà Oscar.

L'omaggio veneziano delle Giornate, in programma venerdì 7 ottobre alle 17.30 al Teatro Verdi di Pordenone, viene accompagnato da 18 allievi del conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste.
Fra le riscoperte, arriva alle Giornate dal Danske Filminstitut di Copenhagen il film italiano recentemente identificato, L'onore riconquistato del 1913, dramma coloniale ambientato tra la Roma alto borghese e i campi di battaglia libici al tempo della guerra italo-turca. L’interesse principale del film sta nell’introduzione, nel contesto della fiction, di scene dal vero, probabilmente della Pathé, che seguì costantemente la guerra libica. Le riprese sono relative a una manifestazione patriottica per le vie di Roma, alla partenza di una nave militare dal porto di Napoli, e alle operazioni di sbarco di truppe e materiali a Tripoli.

Il film della serata è Erotikon (Verso la felicità) del 1920, di Mauritz Stiller, che diventerà lo scopritore e l’amico di Greta Garbo con la quale girò I cavalieri di Ekebù. Stiller era dotato di un estro raffinatissimo e di uno spiccato senso del ritmo e della composizione cinematografica, doti che traspaiono tutte in Erotikon, una commedia sofisticata che impone un nuovo stile sottilmente allusivo, dove le situazioni scabrose sono risolte con brillante misura, senza cadere nella farsa. Stiller è regista che sa valorizzare al massimo la presenza e il talento femminile. Le due protagoniste, Tora Teje e Karin Molander, incarnano donne dal carattere molto forte, non oggetti del desiderio, ma personaggi indipendenti che tengono sotto controllo gli eventi. In più in Erotikon ci sono le didascalie della disegnatrice Alva Lundin con illustrazioni molto belle e commenti ironici ed arguti.

06/10/2016, 13:49