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FESTA DI ROMA 11 - "7 Minuti", regista, autore, interpreti


Michele Placido, Stefano Massini, Ottavia Piccolo e Fiorella Mannoia raccontano il loro film su un gruppo di donne costrette a decidere per salvarsi


FESTA DI ROMA 11 -
Michele Placido con il cast di "7 Minuti" (foto Pietro Coccia)
Il film di Michele Placido è tratto dal testo teatrale di Stefano Massini e vede numerose interpreti di eccellenza tra cui: Ottavia Piccolo, Maria Nazionale, Violante Placido, Ambra Angiolini, Cristina Capotondi, Fiorella Mannoia, Clèmence Poèsy, Sabine Timoteo, Anne Consigny.

Lo sceneggiatore Stefano Massini, a proposito dell’ispirazione per questa storia, afferma: “Stavo lavorando in Francia quando ho sentito parlare del rifiuto di condizioni degradanti da parte di un consiglio di operaie. Da subito mi è parso che l’idea avrebbe funzionato anche al cinema, soprattutto per l’opera di convincimento di tutti da parte di un solo, caparbio, personaggio: inutile dire che Ottavia Piccolo mi ha immediatamente appoggiato nel ruolo. Poi quando ho proposto a Michele di leggere il testo, ha risposto ‘vediamo…’ e da quel vediamo è nato questo film, una bella storia paradigma di un’epoca”.

Michele Placido, dal canto suo, è inizialmente partito dalla difficoltà di parlare di lavoro nel nostro Paese e di dover gestire un intero cast al femminile. Al riguardo dichiara: “È stato difficile ma emozionante da girare. Con le donne, poi, ci si emoziona di più, è bello lavorare con loro. Penso anche che questo Festival sia l’ideale per avvicinare al pubblico questo tipo di storia e mi sento soddisfatto dal dibattito che ne sta nascendo”.

"7 minuti" è infatti una storia piena di suspense che, oltre a far pensare, fa anche parlare. Viene presa in considerazione la “nuova schiavitù” di un lavoro sempre più a rischio di ricatti e, per questo, più soggetto ad azzerare la dignità di chi ha bisogno di arrivare a fine mese e nemmeno ci riesce.

Offesa più grande è forse quella, a parere di Massini, di aver trasformato il lavoro in una trincea “Solo che non si tratta di una comune unione contro la minaccia esterna, ci si sbrana tra di noi” dice lo sceneggiatore.

Nel film, difatti, la lotta finisce per sfociare tra italiani ed extracomunitari, come dice Fiorella Mannoia: “È uno spaccato della nostra realtà. Le straniere ci dicono che noi cominciamo solo ora a conoscere la vera paura, quella che sconvolge le certezze e che loro hanno lasciato alle spalle. Ci troviamo davanti a un cambiamento epocale, un futuro multietnico che però causa un abbassamento di diritti dovuto a chi sempre più spesso si approfitta della disperazione altrui”.

La precarietà dilagante, non solo porta a farsi guerra tra fratelli, ma anche a dubitare della fiducia di tutti, in primis di chi ci rappresenta. La scelta tra dignità e sicurezza spiazza chiunque, il film stesso non giudica, si mantiene neutrale perché, come afferma Ottavia Piccolo: “Ognuno nel voto mette se stesso, non si può prescindere dalla propria storia”.

22/10/2016, 00:10

Chiara Di Berardino