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TFF34 - NESSUNO CI PUO’ GIUDICARE, l'Italia dei musicarelli


TFF34 - NESSUNO CI PUO’ GIUDICARE, l'Italia dei musicarelli
Presentato nella sezione Festa Mobile, al 34° Torino Film Festival “Nessuno ci può giudicare”, di Steve Della Casa e Chiara Ronchini, che celebra l’impatto che ebbero il rock italiano e i film musicarelli sui cambiamenti radicali del decennio degli anni 60/70.

A metà anni Sessanta infatti il consumo giovanile della cultura era un fenomeno così significativo da anticipare la contestazione che sarebbe poi esplosa nel Sessantotto. Nell’Italia del secondo dopoguerra e del miracolo economico, il cinema continua a essere il divertimento preferito degli italiani nonché lo specchio vero dell’Italia che cambia. E i film musicali, che vedono per protagonisti prima gli "urlatori" (Celentano, Mina, Dallara...) e poi i cantanti beat (Morandi, Pavone, Caselli, Mal...) raccontano un’Italia che si trasforma velocemente, soprattutto nel contrasto generazionale e nella politica.

I giovani per la prima volta nella storia nazionale possono essere indipendenti economicamente dalla famiglia e possono coltivare i loro gusti musicali, il proprio modo di vestire e di essere. E’ questo è un fatto sconvolgente per l’opinione pubblica e la parte politica di quegli anni. Il cinema racconta puntualmente questo cambiamento, e l’Archivio dell’Istituto Luce, con la ricchezza dei propri archivi, lo segue passo dopo passo.

Attraverso una serie di interviste inedite (Rita Pavone, Caterina Caselli, Shel Shapiro, Mal, Ricky Gianco, Gianni Pettenati, Piero Vivarelli...) e un’approfondita ricerca sul materiale d’archivio e sui film musicali, il regista cattura un’Italia in piena evoluzione e metamorfosi.

Film musicarelli che, prima di tutto costavano poco ed incassavano molto, capaci di unire la presenza di nuovi cantanti emergenti per il pubblico giovane, erano in grado di associare la presenza di attori già affermati. Quasi a significare lo sforzo dei “matusa” per comprendere i giovani in questo processo di emancipazione.

Una bella fotografia sull’Italia che da paese agricolo diventa potenza industriale, che inventa un nuovo modo di divertirsi ma al tempo stesso scopre il gusto della ribellione.

23/11/2016, 08:04

Luca Corbellini