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Note di regia di "Ettore Giuradei - La Nostalgia
della Condizione Sconosciuta"


Note di regia di
Il percorso autoriale da me intrapreso è stato quello di indagare, osservando e mostrando, le evoluzioni della persona Ettore; ascoltando, soprattutto, la sua necessità di creare contrapposizione e dualismo con il “personaggio” che si è creato nel corso della sua carriera.

Questo confronto continuo con il musicista ha portato alla rottura di quella sottile linea di demarcazione tra colui che rappresenta e colui che è rappresentato. Quindi, come se si trattasse di un flm di fnzione, alcune scene e situazioni sono state studiate e scritte assieme ad Ettore, e poi messe in scena, mantenendo uno stile formale uniforme al resto del documentario. Questo interesse per la fgura dell'artista-cantautore nasce da una mia volontà di realizzare un documentario a forte carattere musicale. Le motivazioni della mia scelta nei confronti di Ettore sono state principalmente due. In primis il momento particolare della sua carriera personale: la scelta di abbandonare il palco della musica suonata, ricercando nuove forme espressive, e quindi un momento drammatico nella sua vita. Il secondo motivo, di maggiore importanza, la sua espressione corporea sul palco e fuori: sul palcoscenico, senza profferire parola tra un pezzo e l’altro (anomalia per un frontman) forniva un incredibile contributo fsico al concerto, nonostante alle volte fosse distante da ciò che faceva; e fuori dal palco, la sua espressività fsica rimaneva sempre molto forte e tagliente. Queste suggestioni mi hanno incuriosito immediatamente, e mi hanno spinto a ricercare in lui qualcosa che non si poteva vedere subito, ma solo intuire; per scoprirlo ho avuto la necessità di intraprendere un percorso assieme a lui.

Andrea Grasselli

26/03/2017, 08:57