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CLASSE Z - Il Mondo dietro ai banchi


La vita spesa tra banchi di scuola ha sempre regalato amicizie, delusioni e altrettante gioie, parte fondamentale del bagaglio di esperienze e base dal quale partire per diventare l’io del domani. Il film di Guido Chiesa ripercorre quegli anni tramite una classe particolarmente esuberante, la sezione H. In sala dal 30 marzo con Medusa


CLASSE Z - Il Mondo dietro ai banchi
"Classe Z" di Guido Chiesa
Tutto nasce da un esperimento del preside Frigotto. Ovvero isolare dalle classi del suo liceo tutti gli elementi considerati malsani e problematici, inserendoli in un’unica sezione, per l’appunto la classe H. Quindi troviamo la fashion victim, il pluribocciato, la ragazza scontrosa o il “casinista” che fa continuamente scherzi. I professori sembrano aver abbandonato ogni volontà d’insegnare, ma l’unico a credere ancora in loro e a spronarli è il prof Marco Andreoli, che cercherà, fino a quando potrà, di sostenerli ed aiutarli a superare quell’incubo che è l’esame della maturità.

I toni della comicità caricati fino all’esasperazione, quasi grotteschi, rendono "Classe Z "leggero e molto godibile. Le risate ci sono e non sono poche, trasformando su questo aspetto il lavoro in una sorpresa rispetto al panorama attuale. Tagli rapidi e veloci rendono, inoltre, perfettamente la freschezza e la vitalità proprio degli anni della maturità.

Eppure la rappresentazione del mondo giovanile è molto sterile. L’uso smodato dei social, i selfie e i follower sono solo una parte di un mondo molto più complesso e problematico. La carne messa sulla brace è tanta, come anche gli spunti. I problemi nella famiglia, il tradimento o il raccomandato che comunque vada sembra farcela sempre. Ma nulla è approfondito in maniera consona, lasciando il film in un limbo, nel mezzo tra la commedia leggera e quella impegnata.

L’idea di base è quella di voler parlare di modi diversi d’insegnamento che si scontrano fra loro: quello dell’efficienza e quello della meritocrazia. Eppure tutto si riduce ad un prodotto che di nuovo ha poco, se non l’ambiente in cui è calato. Si parla della seconda possibilità da concedere a tutti, indistintamente, e dei problemi che vanno affrontati guardando la realtà e non seguendo i racconti dei film. Nulla di nuovo dunque, in un contesto simpatico e leggero, con tanti spiragli per poter fare qualcosa d’innovativo, senza diventare una continua pubblicità dei suoi sponsor.

27/03/2017, 08:42

Alfredo Toriello