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Note di regia de "Il Permesso. 48 ore fuori"


Note di regia de
Se esordire alla regia un passo importante nella carriera di un regista, il secondo film lo ancora di pi e dopo aver letto la prima versione de "Il permesso 48 ore fuori" ho capito che questa era la storia giusta. I personaggi e la trama sono tipici di un genere di cinema che ho avuto la fortuna di interpretare da attore in numerosi film e che credo mi rappresenti, ma forse la cosa che pi mi ha convinto il comune denominatore che spinge i personaggi, perch, nonostante sia una storia dura e anche violenta, il sentimento che li muove sempre l'amore; per un figlio, per una donna, e l'amore da trovare.

La struttura ad incastro della sceneggiatura mi ha molto colpito e affascinato, credo che contribuisca a tenere alta la tensione senza, spero, distrarre lo spettatore. Molto importante il lavoro fatto da Maurizio Calvesi, che ha illuminato questa storia con sfumature diverse per i quattro protagonisti rendendo l'immagine del film cruda e violenta, ma allo stesso tempo dolce e malinconica. Valentina Bell e Giacomo Ferrara hanno regalato ai loro personaggi qualcosa in pi di quanto avevamo scritto, li hanno resi veri e vivi, mettendoci tantissimo impegno e tanta anima: li ringrazio per questo.

Un discorso a parte merita Luca Argentero, che ha accettato la scommessa di uscire da personaggi che ormai conosce alla perfezione per affrontare un ruolo difficile e rischioso; lo ha fatto nel migliore dei modi con grandi sacrifici e dedizione e ha centrato in pieno l'obbiettivo. Una nota particolare la voglio dedicare al montaggio di Roberto Siciliano. La struttura della sceneggiatura ci permetteva di "giocare" con il montaggio ed stato un lavoro molto istruttivo. Per me stata una grande esperienza che, ancora una volta, mi ha ricordato l'immensa fortuna che abbiamo noi che facciamo questo mestiere.

Claudio Amendola