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BIF&ST 8 - Fanny Ardant e Margarethe von Trotta a Bari


BIF&ST 8 - Fanny Ardant e Margarethe von Trotta a Bari
Margarethe Von Trotta, Felice Laudadio e Fanny Ardant
Sul palco del Teatro Petruzzelli per lodierna Masterclass, Fanny Ardant e Margarethe von Trotta, con il Direttore del Bif&st Felice Laudadio, accomunate dalle esperienze da attrici e poi registe e da un film, Paura e amore, proiettato prima dellincontro.

Luna autrice di capolavori come Anni di piombo e Rosa L.; laltra unicona del cinema europeo, gi musa di Truffaut e protagonista di una filmografia che conta oggi quasi 80 titoli. Margarethe von Trotta a Bari nella sua veste di Presidente del Bif&st (ma ha anche ricevuto ieri le chiavi della citt), Fanny Ardant per presentare il suo nuovo film da regista, Le divan de Staline che sar proiettato stasera al Teatro Patruzzelli in anteprima internazionale. In comune, oltre che fascino, talento e intelligenza, Margarethe von Trotta e Fanny Ardant hanno un film, Paura e amore, girato in Italia nel 1986 e riproposto prima della loro Masterclass. In realt, in comune hanno anche il fatto di essere passate dietro la macchina da presa dopo esperienze da attrici, esperienza che nel caso della von Trotta stato solo il viatico verso la sua vera ambizione.

Io sono diventata attrice per entrare nel mondo del cinema - ricorda la regista ho vissuto come spettatrice gli anni della Nouvelle Vague, vivevo a Parigi dove frequentavo la Cinmathque Franaise e altri luoghi frequentati dai cinefili e dai giovani critici. Ma furono i film di Bergman a farmi capire che cosera il cinema e che avrei voluto fare la regista, anche se allepoca non era facile, non esistevano registe donne a parte Agns Varda e poche altre. Cos ho preso lezioni di teatro, ho iniziato a fare lattrice, ho recitato tra gli altri per Fassbinder e per mio marito Volker Schlndor, finch nel 1977 sono finalmente riuscita a dirigere il mio primo film.

Diverso il percorso di Fanny Ardant: Facendo molto teatro, mi sono trovata spesso ad avere molti pomeriggi liberi e ho iniziato a riempirli scrivendo delle storie. Un giorno un produttore ha creduto in una di quelle storie e mi ha proposto di farne un film, dirigendolo io stessa. Poi ne ho fatto un altro e poi un altro ancora ma non penso di abbandonare il mio lavoro di attrice, lo amo troppo. Torner certamente ancora a dirigere, qualche volta, anche se diventato sempre pi difficile fare film particolari e io non faccio parte dellindustria, mi reputo unartigiana.

La popolarit di Fanny Ardant come attrice esplose quando venne scelta da Franois Truffaut per La signora della porta accanto; sarebbe poi tornata a recitare per lui in Finalmente domenica, legandosi anche sentimentalmente al regista.

Truffaut stato il primo regista che mi ha dato veramente fiducia, io venivo dal teatro e allora il mondo dello spettacolo era diviso in compartimenti stagni, cera chi lavorava esclusivamente per il teatro, chi per la tv, chi per il cinema. Il vero talento di Truffaut era quello di essere veramente appassionato di quello che faceva. E per me, il cinema, diventata subito una promessa di felicit.

Per poi non ho mai accettato di fare un film per il nome del regista ma per la parte che mi proponevano, se era un ruolo che potevo amare. Anche i film pi brutti che ho fatto posso rivendicare di averli fatti perch amavo il personaggio. Fu cos naturalmente anche per Paura e amore, il set era cos festoso e tu, Margarethe, eri cos appassionata!

Era un momento triste per la vita di entrambe ha replicato la regista - ma era un pozzo di tristezza anche il mio film, e questo ci ha salvato!

Ardant: Io mi ricordo anche di quellattore, Jan Biczycki, che un giorno a Roma mi disse che stava andando a pranzo con il Papa: E io sono Napoleone gli feci!

Von Trotta: Ma era vero. Biczycki proveniva da Wadowice come Papa Wojtila, avevano anche fatto teatro insieme in giovent!.

Le due artiste hanno ricordato anche due importanti figure per il Bif&st, Ettore Scola che ne fu Presidente (oggi Presidente Onorario) e Vittorio Gassmann, cui dedicata la Retrospettiva di questanno.

Ardant: Con Vittorio ho recitato in diversi film, ma difficile per me ricordare una persona che ho tanto amato. Era un timido ma lo nascondeva, era un impaziente di natura, un po malinconico, amava profondamente il teatro e quindi nel cinema odiava perdere tempo, in particolare trovava che i belgi (abbiamo recitato insieme, tra gli altri, in Benvenuta di Andr Delvaux) fossero troppo lenti e questo lo innervosiva. Diventammo amici, se recitavo a teatro a Roma veniva a vedermi poi a salutarmi in camerino e poi a cena, dove io speravo che mi dicesse qualcosa sul mio spettacolo, ci che faceva solo alla fine delle serata, al momento del dolce. Con Scola ho fatto due film, lavorava con grande eleganza, dolcezza, ironia. Era anche un uomo molto curioso, mi parlava delle sue letture e mi contagiava con il suo entusiasmo. Mi faceva anche molto ridere ed era un uomo molto attento a chi aveva davanti.

Von Trotta: Io conobbi Scola a Venezia un anno dopo Anni di piombo, mi disse che avrebbe voluto che scrivessi un film per lui. Io ero sorpresa e lusingata ma poi capii che non era vero, era solo un modo per farmi un complimento. In seguito, sempre venuto ad assistere alle mie proiezioni e alla fine mi diceva Ma non si ride mai nei tuoi film!. Gassman, invece, non lho mai conosciuto ma avevo tanta ammirazione per lui, mi sarebbe piaciuto scoprire luomo che cera dietro quei personaggi cos brillanti che interpretava.

Sulla scelta degli attori, la regista: La cosa pi importante amarli, loro hanno paura a stare davanti alla macchina da presa, non sono delle macchine ma sono deboli, bisogna avere attenzione per loro e nello stesso tempo lasciarli liberi, correggerli solo quando vanno fuori direzione. Ci sono attori con i quali ci si capisce al volo e altri con i quali bisogna essere un po psicologi. Ma come diceva Claude Chabrol, quando hai scelto lattore giusto, il tuo lavoro finito.

Fanny Ardant per il suo nuovo film da regista, Le divan de Staline ha scelto Grard Depardieu: Dopo averlo diretto in un piccolo ruolo nel mio film precedente, Cadences obstines, ho sentito il desiderio di fare con lui un film intero. E solo lui poteva fare un personaggio cos odioso come Stalin, che mi interessava in quanto simbolo del potere assoluto, un tema che mi affascinava molto cos come mi affascinano da sempre la storia, la letteratura e larte russa. vero che Depardieu non assomiglia per nulla fisicamente a Stalin ma io non volevo fare un documentario ma una parabola sul potere.

E poi Depardieu non forse amico di Putin? ha scherzato Margarethe von Trotta avr avuto un esempio perfetto per il ruolo!

Ma solo i giornalisti pensano che il mondo sia in bianco e nero - ha puntualizzato lattrice e Putin non certo peggio di Trump. La verit che Depardieu un avventuriero, parla con tutti, un uomo libero. E comunque non ha mai fatto lapologia di Putin!

28/04/2017, 15:44